Assieme a Marinetti ed altri esponenti del movimento Futurista, Giacomo Balla è stato tra i firmatari dei vari manifesti che gettavano le linee guida di un movimento artistico che ha profondamente segnato l’ Italia stabilendo una rottura con il passato.

Nato a Torino il 18 luglio del 1871, grazie alla sua famiglia  molto attenta alla sua formazione, Giacomo Balla ebbe modo di conoscere i vari campi dell’arte che lo portarono ad iscriversi all’ Accademia Albertina.
Nel 1885 si trasferì a Roma dopo 4 anni di lavoro presso uno studio fotografico di Torino frequentato dalla aristocrazia Torinese.

Giacomo Balla

A Roma comincia il suo percorso artistico, da esponente del Divisionismo Italiano diventa un personaggio di spicco del Futurismo Italiano, movimento acclamato dall’ Italia Fascista.
Giacomo Balla, acclamato dalla stampa di regime, nel 1937 dichiara la sua estraneità dal Futurismo, movimento sempre  più identificato con la ideologia fascista.

Questa presa di posizione lo portò all’isolamento da parte dell’ ‘Elite culturale’ del ventennio.
Solo nel dopoguerra la grandezza artistica di Giacomo Balla fu rivalutata costringendo la ‘nuova elitè culturale’ a riconoscere le capacità e la grandezza di questo artista Torinese.

 

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