Calandra Street Blues celebra le Case Chiuse.

Case Chiuse CALANDRA STREET BLUES CELEBRA LE CASE CHIUSE.

È la sera del 20 settembre 1958, centinaia di uomini sfilano per le vie cittadine al ritmo cadenzato del brano Calandra Street Blues, musica scritta da un giovane studente del conservatorio di Torino.
Impeccabili nei loro mantelli con in capo la feluca, partono da via Calandra per dirigersi verso via Conte Verde passando da corso Raffaello e via Principe Amedeo 42; una fiaccolata composta e silenziosa, rotta solo dalle note suonate dal trombone che riecheggia tra le vie di Torino.
L’intera popolazione maschile della città dà l’addio alle case chiuse, infatti alla mezzanotte del 20 settembre entra in vigore la legge Merlin e i postriboli torinesi sono costretti a chiudere definitivamente i battenti.

Case Chiuse CALANDRA STREET BLUES CELEBRA LE CASE CHIUSE.Nella città di Torino, luogo in cui i casini furono per la prima volta regolamentati con il ‘Regolamento del servizio di sorveglianza sulla prostituzione’, voluto da Cavour nel 1860, i 14 luoghi di piacere raccolgono 172 ragazze dedite al mestiere più antico del mondo con regole molto ferree rispetto alla sanità ed al comportamento.
Le case chiuse, così chiamate poiché era d’obbligo tenere le imposte dei bordelli chiusi per evitare di disturbare con oscenità la pubblica vista, sono dislocate per tutta la città di Torino.
In corso Raffaello c’è la casa di appuntamenti “di lusso”. Il locale di prima classe,  prezzi superiori alle 5 £, è per fruitori di un elevato ceto sociale e prima di uscire dal locale c’è la possibilità di avere il “libero”, ovvero una cameriera che si assicura che non ci sia nessuno nella via prima di far uscire il cliente.
In via F.lli Calandra,  ai civici 13 e 15 due case d’appuntamento attigue sono di seconda classe, per una clientela medio bassa con prezzi tra le 2£ e le 5£.
In via Cappel Verde  troviamo i postriboli di livello più basso, così detti di terza classe, con prezzi inferiori alle 2£ destinati ad una clientela  più modesta.
In via San Tommaso troviamo . . .  11 affascinanti ragazze immortali.
Insomma ce n’è per tutte le tasche senza contare le tariffe agevolate per militari e giovani di primo pelo.

Case chiuse e regole

Nei bordelli (postriboli, lupanari, comunque vogliamo chiamarli) le regole ci sono e sono fatte rispettare dalla maîtresse.
Sono luoghi in cui, per esempio, armi ombrelli, bastoni devono essere lasciati all’entrata, dove sono proibite risse e maltrattamenti, regole che nessuno si sogna di disobbedire.
Anche la così detta “flanella” (termine che deriverebbe dal rumore dell’attrito della stoffa dei pantaloni sulle sedie) è proibita.
Con il termine ‘flanella‘ vengono chiamati gli oziosi, coloro che si fermano nei locali solo per perdere tempo senza mai concludere; per allontanarli, la maîtresse minaccia l’uso del temuto flit che viene nebulizzato nella sala d’aspetto affinchè l’odore del flit, impregnando gli abiti dei giovanotti, permette alle loro mogli o fidanzate di smascherarli.

Case Chiuse CALANDRA STREET BLUES CELEBRA LE CASE CHIUSE.Intanto la fiaccolata è arrivata in via Conte Verde, le note di Calandra street blues si sono spente, uomini di tutte le età si raccolgono per dare l’ultimo “saluto” al locale preferito.

L’indomani sarà tutto finito,
oppure no…..

Ringraziamo di cuore  Lara G. per averci dato la possibilità di fotografare l’ ‘oggi singolare cartello’.

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