Da giorni la città è tappezzata di manifesti che pubblicizzano l’arrivo de “il Re dei prestigiatori”, “il Prestigiatore Moderno”, “il più grande Prestigiatore di tutti i tempi”; si proprio lui il magnifico Bartolomeo Bosco.
È così, in ogni città d’Europa, tutte le corti lo acclamano ed invocano a gran voce il suo nome.
Il teatro è allestito, il palcoscenico è completamente rivestito di drappi di velluto nero, le luci sono basse, quel tanto che basta ad intravedere alcuni teschi sapientemente collocati in diversi angoli del palco. A lato due scheletri completi, l’uno in piedi, l’altro appoggiato su di una seggiola poco distante. Da un organo escono le note del requiem, l’atmosfera è a dir poco funerea. Gli spettatori sono confusi, l’ambiente incute un po’ di timore e tutto sembra fuorché l’allestimento di uno spettacolo.
Si è fatta l’ora, ma di Bartolomeo Bosco non vi traccia, gli astanti cominciano a spazientirsi col passare dei minuti, ma nulla. Dopo parecchi minuti appare come dal nulla l’illusionista, vede la platea spazientita e prega loro di osservare gli orologi. Gli spettatori, ubbidienti, osservano i loro cipolloni, tutti assestati sull’ora in cui avrebbe dovuto iniziare lo spettacolo. Un’incredulità generale anticipa l’applauso, ma come ha fatto?
Inizia così lo spettacolo del grande Bartolomeo Bosco.

Nato a Torino il 3 gennaio 1793 (alcune fonti citano l’11) da una famiglia borghese, già in giovane età manifesta la sua attitudine all’illusionismo, ma viene stroncato dal padre che non amava le “esibizioni da saltimbanco”. Indirizzato alla carriera militare viene fatto prigioniero durante la battaglia di Borodino del 1812. Deportato in Siberia, la detenzione gli permette di affinare la tecnica illusoria e la sua arte allevia la prigionia sua e dei suoi compagni. Il successo ottenuto sconfina dal campo di detenzione e le famiglie nobiliari della città di Wologda lo acclama per allietare feste e serate mondane.
Dopo la liberazione Bartolomeo Bosco torna nella sua Torino che però lo accoglie con la freddezza che contraddistingue la città. Riparte per l’Europa dove sua fama accresce a dismisura e viene acclamato dalle più importanti famiglie regnanti del continente.
Torna a Torino ormai famoso nel 1836 per esibirsi alla corte sabauda e poi in tutto il resto d’Italia. La sua popolarità raggiunge il nuovo mondo e Bartolomeo Bosco si esibisce raccogliendo successi, a Buenos Aires, New York e nelle più importanti città americane.
Bartolomeo si spegne a Dresda il 7 marzo 1863.
Houdini, Vernon, Copperfield fino ai moderni Dynamo e David Blaine, tutti famosi illusionisti, tutti conosciuti, ma pochi conoscono Bartolomeo Bosco.
Uno dei più grandi illusionisti di tutti i tempi, un torinese DOC che vanta nel suo curriculum una citazione nella serie televisiva X-Files .

Perche attoniti e senza respiro
stan costoro: A chi evviva si fa?
E un demonio bizzarro che in giro
sotto il nome di Bosco sen va

Immagine
Bartolomeo Bosco Litho“ von Gabriel Decker – Eigenes Werk (Original-Bildunterschrift: “Eigenes Foto einer Originallithographie der ÖNB (Wien)”). Lizenziert unter Gemeinfrei über Wikimedia Commons.

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