Vittorio Amedeo Gioanetti, la ceramica piemontese.

da | Personaggi Torinesi

Nomini Torino e nella mente decine di immagini si sovrappongono: l’imponenza della Mole Antonelliana, la basilica di Superga, i colori di Porta Palazzo, la dolcezza dei Gianduiotti. Potremmo andare avanti così all’infinito.
Ma la ceramica? In che modo associamo la città di Torino alla ceramica?
Con un nome: Vittorio Amedeo Gioanetti.

Vittorio Amedeo Gioanetti la ceramica piemonteseVittorio Amedeo Gioanetti nasce a Torino il 31 ottobre 1729 da una famiglia borghese. Portato per gli studi scientifici e matematici, frequenta la Regia Università di Torino e si laurea in medicina nel 1751 diventando nel 1757 membro tra i Savi del Collegio di medicina.
Esercita la professione di medico, ma parallelamente continua a dedicarsi allo studio della chimica, sua grande passione; nel 1779 pubblica uno studio sulle acque del Ducato di Aosta che gli valse lodi da tutto il mondo scientifico.

Vittorio Amedeo Gioanetti la ceramica piemonteseAgli inizi del 1780 inizia l’attività di Vittorio Amedeo Gioanetti nell’arte della ceramica, o per meglio dire nello studio delle materie adatte alla realizzazione delle migliori maioliche del periodo. Infatti Gioanetti compie studi specifici su vari terreni piemontesi che opportunamente miscelati danno origine a impasti di base per la realizzazione di ceramiche perfette.
Alcuni scritti del ricercatore specificano ben ventuno “ricette” a seconda della provenienza del terreno, e la descrizione dell’utilizzo più adatto a seconda del tipo di materiale. Nelle sue annotazioni, Gioanetti ha preso in esame e successivamente utilizzato, terre di Lozolo, Castellamonte, Valdengo, Giaveno e di molti altri comuni piemontesi.
Le “ricette” spiegano il migliore utilizzo dei vari materiali, ma non la metodologia di fabbricazione della pasta impiegata o dei colori utilizzati; come era d’uso a quel tempo, il segreto della fabbricazione non veniva mai divulgato.

Vittorio Amedeo Gioanetti la ceramica piemonteseVittorio Amedeo Gioanetti

Vittorio Amedeo Gioanetti, su sollecitazione del duca Vittorio Amedeo III di Savoia, rileva l’attività di Giovanni Vittorio Brodel sita nel castello di Vinovo.
L’accuratezza nella ricerca delle terre effettuata da Gioanetti permette la produzione di ceramiche e maioliche praticamente identiche alle pregiate ceramiche cinesi. Stessa brillantezza ed intensità di colori. In breve tempo la fama delle ceramiche di Vinovo supera i confini dello Stato Sabaudo.

Vittorio Amedeo Gioanetti la ceramica piemonteseSimbolo delle ceramiche prodotte a Vinovo è una V sormontata da una crocetta turchina, così come stabilito dalle regie patenti del 1776.
Vittorio Amedeo Gioanetti dedica il resto della vita a studiare e perfezionare le sue creazioni, muore a Vinovo il 30 novembre del 1815.
Le immagini sono state scattate all’ interno del Museo di Palazzo Madama, secondo piano in fondo a sinistra ultima vetrina.

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