La Fama che incatena il Tempo dei Fratelli Collino
La Fama che incatena il Tempo dei Fratelli Collino

Sfogliando vecchi libri polverosi che parlano della storia di Torino o che raccontano la città…

La Galleria dei Dotti, il tempio delle muse
La Galleria dei Dotti, il tempio delle muse

La Galleria dei Dotti, nella corte d’onore del palazzo dell’Università, ha una storia lunga quasi…

La fabbrica del freddo a Porta Palazzo Ghiacciaie
La fabbrica del freddo a Porta Palazzo

Quando, intorno alla metà del XVIII secolo, nacque l’esigenza di mettere un pò di ordine…

Istituto per la vecchiaia Poveri Vecchi, corso unione sovietica
Per i "Poveri Vecchi", il riscaldamento centralizzato

Non esiste soltanto la Torino barocca, ma anche quella che nacque quando, dopo il 1865,…

La favola della bella damigella Alasia
La favola della bella damigella Alasia

C’era una volta un castello dove viveva una giovane e bellissima damigella di nome Alasia, figlia dell’ imperatore Ottone e della consorte Teofonia.
Alasia passava le giornate a fare la damigella e a fare lunghe passeggiate dentro il castello sotto lo sguardo severo ed attento del papa Ottone. Un giorno, mentre passeggiava, incrocio lo sguardo di Aleramo, giovane, orfano, bel guerriero e scudiere del padre.

Un cortile per Don Bosco, Bartolomeo e tanti altri
Un cortile per Don Bosco, Bartolomeo e tanti altri

La sacrestia della chiesa di San Francesco, al numero 11 dell’ omonima via, è il luogo dove ebbe inizio il percorso di Giovanni Melchiorre Bosco, conosciuto dai più come Don Bosco; quello spirituale era cominciato parecchi anni prima, ma quella che era la sua missione ebbe inizio qui: l’ oratorio di Don Bosco!
L’ otto dicembre 1841 avvenne qui l’ incontro tra Don Bosco e il giovane Bartolomeo Garelli, povero e giovane muratore di Asti alla ricerca di aiuto.

Il canale Michelotti diventato parco Michelotti
Il canale Michelotti diventato parco Michelotti

Alla fine del ‘700, per smorzare gli animi, il comune decide di trasferire i mulini sulla riva destra del Po, ma la forza dell’acqua sulle sponde del fiume non è sufficiente al corretto funzionamento delle pale. Il comune decide allora di affidare all’architetto Ignazio Michelotti la costruzione di un canale dedicato ad alimentare i mulini senza interferire con la navigabilità e consentire la messa in sicurezza degli stessi.
Il canale entra in funzione nel 1816 alimentato da una diga ad arco posta nei pressi del ponte Vittorio Emanuele I che permette la costante portata d’acqua necessaria a far funzionare i mulini e la realizzazione di alcune diramazioni irrigue per soddisfare le necessita dei piccoli appezzamenti di terreno posti nelle zone adiacenti.

Prima Venchi poi opificio militare, dal cioccolato alle calzature.
Prima Venchi poi opificio militare, dal cioccolato alle calzature.

Dopo la prima metà dell’ottocento l’area compresa tra corso Regina Margherita e corso San Maurizio, complice il trasferimento della capitale prima a Firenze e poi a Roma, ha subito uno radicale trasformazione urbanistica; la necessità di trasformare la città e dargli una connotazione “industriale” ha fatto si che nell’area compresa nei quartieri Vanchiglia e Vanchiglietta sorgessero un considerevole numero di manifatture ed opifici, complice soprattutto la conformazione idrogeografica del territorio.

La via più intrigante di Torino, via Barbaroux
La via più intrigante di Torino, via Barbaroux

La lunga e stretta arteria che va da via Pietro Micca a corso Siccardi fu…

Vittorio Emanuele II, il monumento riparatore
Vittorio Emanuele II, il monumento riparatore

Non è “un” monumento, ma “il” monumento quello a Vittorio Emanuele II, alto 39 metri,…