‘Dal Mondo che amo’ reportage

‘Dal Mondo che amo’ reportage

Dal Mondo che Amo

 

Niccolò è un bambino che adora l’acqua; può stare ore in estasi davanti a una cascata, oppure a giocare con lo scroscio del rubinetto della cucina.
Niccolò è un bambino autistico, che vive un suo intenso mondo interiore, abitato da una Fata buona che lo protegge dalle insidie del mondo esterno.

Frutto di un intenso percorso con famiglie che vivono quotidianamente l’esperienza della disabilità, Del mondo che amo, percorre attraverso una partitura vitale, sonora e verbale, un viaggio intimo nel mondo di Niccolò e, in parallelo, l’odissea di sua mamma, fatta di rabbia, sconforto, paura, senso di colpa, ma anche di perseveranza e amore incondizionato, sorridendo e ironizzando sulla propria condizione.

Un mese fa siamo andati a gustarci un opera prima di Eliana Cantone e Giordano V. Amato all’interno della rassegna ‘Il Sacro Attraverso l’ordinario’.
Non abbiamo molte parole ma immagini molto affascinanti che sicuramente non vi diranno nulla sulla storia di questa opera, ma vi aiuteranno a capire cosa vi siete persi e forse vi faranno andare al teatro la prossima volta che verrà messa in cartellone.

La realizzazione di questo report fotografico della serata è stata possibile grazie alla disponibilità di Mauro Ruffinatto, appassionato di fotografia che ha saputo cogliere attimi veramente importanti e affascinanti della rappresentazione di “Dal Mondo che Amo

Grazie a Mauro.

La danza dei lemming

La danza dei lemming

 

AMON DÜÜL II, DAMO SUZUKI’S NETWORK, TEHO TEARDO

Report Fotografico del 20 settembre 2013

La danza dei lemming

Sezione musicale de “Il Sacro Attraverso L’Ordinario” curata da Fabrizio Modonese Palumbo & Giordano Vincenzo Amato

Tre diverse visioni del linguaggio musicale inteso come alchimia e ritualità, dall’esplorazione elettroacustica e cinematica dell’archetipo pagano europeo di Teho Teardo, all’orgiastico gotico teutonico degli Amon Düül II, al mantra vocale e le sinergie della composizione istantanea di Damo Suzuki.

È nozione comune, per quanto priva di supporti scientifici, che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni. A causa della loro associazione con questo bizzarro comportamento, il suicidio dei lemming è una metafora assai usata per riferirsi a persone che seguono acriticamente l’opinione più diffusa, con conseguenze pericolose o addirittura fatali.
Altri lemming invece, come quelli del titolo di un fondamentale album degli Amon Düül II, danzano…

TEHO TEARDO

Teho Teardo: chitarra baritono, elettronica
Martina Bertoni: violoncello
Charles Fréger: visuals
special guest
Julia Kent: violoncello

DAMO SUZUKI’S NETWORK

Damo Suzuki: voce
Daniele Pagliero: elettronica, basso
Fabrizio Modonese Palumbo: chitarra, viola elettrica
Marco “il Bue” Schiavo: batteria, glockenspiel
Paul Beauchamp: elettronica, sega musicale, dulcimer

Amon Düül II

Chris Karrer:chitarre, oud, violino
John Weinzierl: chitarre, voce
Danny Fichelscher: batteria, voce
Hans Kroeninger: camera

Video

MITO 2013 Torino – La danza dei lemming
Damo Suzuki’s Network nell’ambito di “La danza dei lemming” – ISAO 2013
DAMO SUZUKI’s NETWORK (Excerpts from “La Danza Dei Lemming
Damo Suzuki’s Network live at ISAOfestival 2013 Torino (excerpts)
Damo Suzuki Network live @ teatro Colosseo, Torino
Amon Düül II nell’ambito di “La danza dei lemming” – ISAO 2013
Amon Duul II live @ teatro Colosseo, Torino
Teho Teardo live @ teatro Colosseo, Torino, 12
Teho Teardo live @ teatro Colosseo, Torino, 22
Teho Teardo “Oh Hook” [email protected], “Il Sacro Attraverso
Teho Teardo – Martina Bertoni nell’ambito de “La danza dei lemming”

Recensioni

ARTRIBUNE
Claudia Giraud
LINKAZZATO
Gilda la Ragione

Fotografi

Alessandro Caldana
Mauro Ruffinatto

La Favola di un’ altra giovinezza

La Favola di un’ altra giovinezza

Ieri sera abbiamo assistito alla serata di presentazione dell’edizione 2013 del Festival ‘Il Sacro Attraverso l’ Ordinario’.
Durante la serata è stato presentato il Festival e di seguito è stato possibile assistere alla rappresentazione di “La Favola di un’altra Giovinezza” e l’anteprima di Caligola is still alive”
Alessandro Caldana ci ha reso disponibili alla velocità della luce degli scatti che vi mostriamo con molto piacere.

La favola di un’altra giovinezza

‘La favola di un’altra giovinezza’ propone un intreccio tra letteratura, cinema e teatro a partire dal romanzo di Mircea Eliade e dall’omonimo film di Francis Ford Coppola.
La storia segue le esperienze della protagonista italo-rumena Maria Piarulli, figlia di immigrati italiani in Romania alla fine dell’800. All’età di sessantacinque anni Maria vien colpita da un fulmine che, anziché ucciderla, le dona una nuova possibilità, una seconda giovinezza. Una favola insolita e paradossale, un viaggio in chiave ironica ed onirica verso la ricerca di una seconda possibilità di vita, di un’altra giovinezza.

Monumento a Giuseppe Garibaldi

Monumento a Giuseppe Garibaldi

Il monumento dal gusto plastico ottocentesco, voluto dal Comune di Torino per ricordare il legame tra l’eroe dei due mondi e il regno sabaudo.
Così pare il monumento a Giuseppe Garibaldi situato in Corso Cairoli  realizzato dallo scultore Odoardo Tabacchi ed è stato inaugurato l’11 giugno 1887.

Dall’alto del suo piedistallo in granito volto verso via dei Mille osserva il via-vai  torinese avvolto nel suo mantello con in mano la spada.
Sui lati del basamento un leone, rappresentante la forza del popolo, ed una figura femminile, allegoria dell’Italia da poco sorta.