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L’ automobile di Carlo Emanuele del laborioso don Falco
Storie di Torino

L’automobile di Carlo Emanuele del laborioso don Falco

Alla ricerca della vera data in cui è stato musicato l’Inno di Mameli, sono incappato in una curiosità che ha un qualche cosa di surreale. Nel Rassegna Mensile della Città di Torino del luglio ’35 leggiamo  che innanzi agli appartamenti del principe Eugenio c’era una carrozza che si muoveva senza essere trainata da cavalli.
Evvai, un altro assurdo record da associare alla nostra città, un post-it  sulla bacheca difronte alla scrivania e la promessa di approfondire la cosa: per fortuna lo scrittore cita l’autore del testo originale, un certo Johann Georg Keyssler.

Dopo qualche giorno di ricerca sono riuscito a trovare il testo originale “Neueste Reise durch Teütschland, Böhmen, Ungarn, die Schweitz, Italien und Lothringen” che, oltre ad essere scritto in tedesco, è stampato con quei illeggibili caratteri gotici che mettono a dura prova la vista.
Con un po di fortuna riesco a trovare una traduzione in inglese stampata nel 1760 e con più facilità riesco a scoprire qualcosa su questa carrozza che può essere definita la prima automobile costruita in Italia.

Durante uno dei suoi viaggi, nel 1729  Johann George Keyssler fu invitato a Palazzo Reale e di fronte all’appartamento del principe di Piemonte,  vide  questo veicolo in grado di muoversi da solo senza essere trainato dai cavalli, una sorta di carro con quattro ruote che il cocchiere poteva mettere in moto e guidare a proprio piacimento.
La macchina era spinta da molle posizionate sull’asse posteriore delle ruote e senza alcuna difficoltà si metteva in moto con la semplice pressione di un pedale da parte della persona che sedeva sul carro.
Anche se non funzionava sulla sabbia il mezzo era stato provato sul pavimento lastricato di Torino e funzionava perfettamente: percorreva dai 10 passi (7,5 metri) ai 14 passi (10,5 metri) e poi ripartiva dopo aver ricaricato velocemente le molle.
L’inventore di questo automa era un certo abate don Falco che,  al momento della visita di Keyssler, era impegnato nella costruzione di una macchina volante.

Sembra una cosa fantasiosa, ma Johann Georg Keyssler non era un ciarlatano, era un importante scrittore e archeologo tedesco, membro della Royal Society londinese, apprezzato per la sua onestà intellettuale e spesso messo al bando per le sue minuziosi descrizioni della politica e delle capacità militari dei  tedeschi, quindi una pericolosa e strategica fonte per gli eserciti avversari.
Oggi, invece, i suoi testi sono considerati una preziosa fonte di informazioni, utile per avere un ulteriore punto di osservazione della società europea  del XVIII secolo.

L’unica differenza abbiamo trovato rispetto alla notizia stampata nel ’32 riguarda l’ inquilino dell’appartamento reale.
Secondo lo scrittore del XX secolo era quello del nostro amato Principe Eugenio ma leggendo la traduzione ci sentiamo di dire che invece era del principe di Piemonte Carlo Emanuele, quello che sarebbe diventato Carlo Emanuale III di Savoia il Laborioso, conosciuto anche come Carlin.

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