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Beati Savoia, i Savoia Beati

La storia dei  Savoia comincia 1000 anni fa con Umberto Biancamano che ha dato  vita al ramo principale della casata.
Durante i secoli innumerevoli discendenti sono passati nel dimenticatoio perché superati da imponenti figure come quelle di Emanuele FilibertoVittorio Amedeo II, Carlo Emanuele I e III o Vittorio Emanuele II che hanno segnato profondamente  la storia d’Italia.
Questi dimenticati non hanno avuto una particolare importanza politica o storica ma,  alcuni di loro, erano accomunati da una condotta di vita che li ha portati a essere proclamati Beati.
Non se ne parla spesso e, anche se talvolta sono raffigurati in quadri o statue disseminate nelle chiese dei vecchi territori sabaudi, difficilmente si riesce a focalizzarli e ricordarli.
All’interno della Cattedrale di Chambery esiste una  cappella realizzata nel 1924 dedicata ai Savoia Beati, personaggi che nei nostri territori sono stati dimenticati ma che da quelle parti destano ancora rispetto e devozione.

Cattedrale di Chambery Cappella dedicata ai Savoia Beati

Quindi…PARTENDO DA SINISTRA
Ludovica di Savoia, detta anche Luisa (1462–1503)
Luisa era la figlia di Amedeo IX di Savoia e da piccola condivise la cella con la madre Iolanda di Francia, incarcerata da Carlo I di Borgogna.
Convolata a nozze con Ugo di Châlon, dopo una decina di anni di felice matrimonio e di innumerevoli opere caritatevoli, alla morte del suo amato decise di ritirarsi nel Monastero delle clarisse di Orbe.
Fu dichiarata beata nel 1839 da Papa Gregorio XVI e fissata al 24 luglio la sua celebrazione.
Bonifacio di Savoia (1217–1270)
Figlio di Tommaso I di Savoia, Bonifacio fu indirizzato fin da subito alla carriera ecclesiastica. Alla giovane età di 15 anni fu nominato priore di Nantua, piccolo comune francese,  successivamente passo a Valence e all’eta di 24 anni divenne nientemeno che l’archivescovo di Canterbury.  Nonostante era impegnato costantementea nel rivendicare l’indipendenza della chiesa inglese non era ben visto dalla nobiltà e dal popolo locale.
Fu dichiarato beato nel 1838 da Papa Gregorio XVI e fissata al 4 luglio la sua celebrazione.
Amedeo IX duca di Savoia (1435–1472)
Passato alla storia per il suo fervido impegno in aiuto della povera gente, Amedeo IX non ha avuto una particolare partecipazione alla vita politica del ducato e  spesso la moglie, Violante di Valois, doveva farsi carico degli impegni di corte  che il duca trascurava.
Vittima dell’epilessia rivolse il suo cuore alla fede, disertava gli eventi mondani per passare il tempo con il suo popolo che lo amava sinceramente e durante la sua vita profuse ingenti lasciti ai poveri. La vetrata centrale lo rappresenta nell’atto di fare l’elemosina.
Fu dichiarato beato nel 1678 da Papa Innocenzo XI e fissata al 30 marzo la sua celebrazione.
Umberto III  di Savoia (1136-1189)
Diventato  leggenda, di Umberto III sappiamo due cose con certezza.
La sua fede era così profonda e sincera tanto da essere beatificato nel 1838 da Papa Gregorio XVI.
Un altro motivo per cui viene ricordato è la difficile situazione che dovette vivere il suo ducato continuamente assalito da più fronti, da nord, da sud, da est, da ovest e dalle continue ribellioni interne … per l’appunto solo una fervida fede poteva sostenerlo.
Margherita di Savoia (1390 – 1464)
Non è stata facile per Margherita di Savoia e la sorella Matilde.
Figlie di Amedeo di Savoia, nessuna delle due ha avuto figli e questo ha comportato la fine della casata Savoia-Acaia.
Rimasta vedova, Margherita si ritirò a vita monacale e promosse la costruzione del monastero  dominicano dedicato a Santa Maria Maddalena.
Fu dichiarata beata nel 1669 da Papa Clemente IX e fissata al 23 novembre  la sua celebrazione.
Per chidere due note sulla chiesa che ospita la cappella dedicata ai Beati Savoia!
La cattedrale di Chambery nasce sulle orme dell’antica chiesa del monastero dei Francescani. Costruita nel XV secolo è diventata cattedrale nel 1779 e dedicata a San Francesco di Sales nel 1801.
La cattedrale vanta la più grande superfice dipinta con la tecnica del Trompe l’Oeil in europa: 6000 metri quadrati.

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Maurizio Lattanzio

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