Nell’anno 440 S. Massimo, primo vescovo di Torino, fece collocare nella chiesa di Sant’ Andrea la prima effigie di Maria Vergine detta della Consolazione; fu quella la prima cappella innalzata in venerazione della Santissima Vergine.  In seguito, nel X secolo, Sant’Andrea fu affidata ai monaci novalicensi fuggiti dalla Valsusa a causa delle incursioni saracene e nel secolo successivo la basilica fu rimaneggiata dal monaco Brunico che fece erigere il campanile.

Si narra che ad Arduino d’Ivrea gravemente infermo apparve la Beata Vergine e che ella avrebbe gradito la fondazione di tre templi a lei dedicati. Iniziò così la costruzione della cappella sotterranea, l’attuale cripta, ed i primi rimaneggiamenti che si susseguirono nell’arco dei secoli.

Tutto ciò che rimane del precedente complesso è il campanile, forse l’esempio meglio conservato di architettura medievale a Torino sopravvissuto ai grandi rimaneggiamenti che hanno coinvolto la basilica tra il XV e il XVIII secolo, questi ultimi ad opera di Guarino Guarini.

Nella costruzione della torre campanaria sono stati utilizzati materiali di risulta di epoca romana tra i quali rilievi marmorei ancora ben visibili.
La base quadrata, la forma leggermente tronco-piramidale danno al campanile un aspetto austero, tipicamente romanico che si discosta dalle forme barocche della basilica a fianco.

Il Campanile si Sant’ Andrea è alto 40 metri, alleggerito da archetti pensili in cotto, bifore e trifore. Nel 1406 sulla nervatura guelfa ancora visibile fu eretta l’attuale cella campanaria all’interno della quale sono presenti un concerto di nove campane non in scala, la principale emette una nota di SOL2 ed è la più grande del Piemonte ed una delle più grandi d’Italia.

Il Campanile di Sant’ Andrea