Nel campo delle scienze  Torino non ha nulla da invidiare al resto del mondo: si fanno progressi , la scienza va avanti, si scoprono sempre cose nuove e si scrivono testi che sono dei punti di riferimento per la scienza. Uno di questi, ‘Flora Pedemontana’ di Carlo Francesco Allioni, ancora oggi viene considerato un punto di riferimento nel mondo della botanica nonostante sia stato scritto nel lontano 1785.
A questo punto viene da chiedersi, chi era Carlo Francesco Allioni?
Carlo Francesco Allioni, nato il 3 settembre 1728, era il medico delle famiglie nobili di Torino ma anche delle famiglie povere.  Era un uomo puro di spirito, molto religioso e diremmo oggi tutto di un pezzo, un ricco torinese che ha dedicato tutta la sua vita e la sua cospicua ricchezza per il bene del suo paese.

Conclusi gli studi come medico, rispettando il volere del padre, non ebbe difficoltà a  trovare incarichi di alto livello tanto che, in breve tempo, ottenne la carica di Protomedico: colui che doveva accertarsi che chi intendeva esercitare la professione di medico avesse le reali capacità per farlo. Oltre ad esercitare la professione, Allioni continuava la sua indagine sulla natura delle malattie e nel 1760 fu nominato da re Carlo Emanuele III  professore straordinario di materia medica nella regia Università di Torino.
La sua passione era però rivolta ad altro: le scienze naturali e la botanica.

Carlo Francesco Allioni

Allioni prima di finire gli studi già conosceva ogni pianta dentro e fuori le mura di Torino. Era affascinato dal mondo vegetale e continuamente lo osservava e lo studiava.
Tale attenzione al mondo vegetale ha accompagnato tutta la sua vita e i suoi scritti hanno lasciato traccia della sua immensa conoscenza che trovò la massima espressione in  ‘Flora Pedemontana’. L’opera,  costituita da tre volumi,  descriveva le caratteristiche fisiche e le capacità curative di oltre 2000 piante caratteristiche della nostra regione .
Diventato famoso in tutta europa e rispettato uomo di scienze ottenne la  direzione dell’ orto botanico di Torino che fu ingrandito grazie alle migliaia di piante da lui catalogate e coltivate al suo interno.

Se ci capita di passare nei pressi di piazza statuto e incrociate via Allioni, adesso sapete chi era.