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Chiese di Torino

Chiesa di Santa Pelagia, forse poco conosciuta.

La chiesa di Santa Pelagia non è sicuramente una delle chiese più conosciute di Torino.
È situata in una zona un pochino defilata rispetto ai circuiti solitamente percorsi dagli amanti dell’arte e dai più comuni “vascaioli” che, tra un acquisto ed un aperitivo, incuriositi, scoprono involontariamente le innumerevoli bellezze della città.
Nelle vicinanze non ci sono i negozi “belli” o i locali della movida torinese, ma solo edifici che ricordano il passato di una città militarmente ordinata, anche se  a pochi passi piazza Carlina ci riporta alle sinuosità del barocco con edifici di Amedeo di Castellamonte, Juvarra e Vittone.

Chiesa di Santa PelagiaMa torniamo alla chiesa di Santa Pelagia. Progettata dall’architetto Filippo Nicolis di Robilant nel 1770,  la chiesa e l’adiacente convento ospitavano le monache Agostiniane che vi rimasero fino al 1800, quando l’ordine venne soppresso e chiesa e convento furono ceduti alla Pia Opera della Mendicità Istruita.
La facciata si presenta con un pronao formato da quattro colonne con capitello ionico che sorreggono un classico frontone triangolare; in posizione  sopraelevata,  una costruzione in muratura a pareti curve fa intuire lo spazio quadrilobato interno.
La chiesa di Santa Pelagia ha pianta a croce greca dove quattro grandi spazi definiscono l’interno: due cappelle laterali dedicate a San Luigi Gonzaga (destra) e San Francesco di Sales (sinistra),  un profondo presbiterio ospita l’altare maggiore in marmi policromi che conserva una tela dedicata a Santa Pelagia e sull’ingresso un’elegante cantoria in legno, recentemente restaurata, con un parapetto sinuoso che si amalgama alla perfezione con il resto dell’edificio. Le tre pale d’altare sono opera del torinese Vittorio Blanchery.

Una delle particolarità della chiesa è il coro che, diversamente dal solito, non si trova sul retro dell’altare, ma in una sala alla sinistra di esso; ha forma ovoidale con una grande balconata barocca riccamente scolpita che corre su tutta la parte alta della parete. Al di sotto della balconata i semplici sedili lignei dai quali le monache potevano vedere l’officiante sull’altare maggiore.
Nel coro è conservata una tela di Vittorio Amedeo Rapous che rappresenta il Beato Amedeo IX di Savoia tra i mendicanti che intercede verso la Vergine e un bassorilievo in papier marché raffigurante l’Annunciazione della Vergine.
La chiesa, attualmente affidata all’Opera Pia di Mendicità Istruita, è stata accuratamente restaurata in tempi recenti ed è adibita a concerti e rappresentazioni teatrali.

Indirizzo
Via S. Massimo, 21