Cimitero di San Pietro in Vincoli

Cimitero di San Pietro in Vincoli

Il Regio  decreto datato 25 novembre 1777, in materia di sepolture, imponeva a  tutti i cittadini torinesi  di essere sepolti nei nuovi cimiteri di ‘San Pietro in Vincoli’ e  ‘San Lazzaro’. Vittorio Amedeo III voleva sradicare l’ abitudine di seppellire i defunti all’ interno delle chiese e dei loro spazi attigui per salvaguardare la salute pubblica.
L’  11 dicembre 1777 un altro decreto dettava le regole utili a mantenere anche tra i morti le distinzioni sociali esistenti tra i vivi.  I comuni cittadini dovevano far riferimento al proprio cimitero di appartenenza secondo le indicazioni dell’ arcivescovo che assegnava ad ogni parrocchia il proprio cimitero.
La famiglia reale, i principi, gli arcivescovi, i canonici e altre figure che gravitavano attorno alla curia potevano godere invece di un nulla osta che permetteva loro di essere tumulati all’interno di chiese o mausolei.

Cimitero di San Pietro in Vincoli

I due nuovi cimiteri, destinati ai cittadini di seconda e terza classe, erano piccole e pregevoli opere architettoniche progettate dall’ architetto di corte Francesco Valeriano Dellala di Beinasco: una struttura rettangolare di ispirazione classica porticata su tre lati con una piccola chiesetta al fondo ed un ampio cortile.
Nei porticati laterali, al di sotto del piano,  trovavano posto le sepolture private delle famiglie facoltose che potevano permettersi un posto privilegiato al riparo dalla pioggia e dalle intemperie.
Il sotterraneo del porticato centrale ospitava le tombe di famiglia particolarmente facoltose e gli spazi destinati agli uomini della curia.
Nel cortile centrale, sotto la pioggia, i cittadini comuni trovavano posto in fosse comuni opportunamente organizzate in base alla parrocchia di provenienza. Lo spazio era suddiviso in 9 file ognuna con 5 pozzi  per un totale di 44 fosse comuni  ed un ossario posizionato esattamente al centro.
All’esterno delle mura consacrate vi erano due pozzi destinati alle salme dei giustiziati e ai battezzati, impenitenti e suicidi.

Cimitero di San Pietro in Vincoli

I due cimiteri si rilevarono fin da subito troppo piccoli rispetto alla naturale mortalità di una città come Torino a cavallo tra il ‘700 e ‘800.  Spesso era necessario svuotare i pozzi  portando i resti dei cadaveri nel vicino  Fortino dove venivano cremati per poi riportare al cimitero le ceneri.

Tale pratica ebbe subito gravi conseguenze per la salute pubblica e per ovviare si pensò di alternare le tumulazioni tra i cimiteri di ‘San Pietro in Vincoli’ e di ‘San Lazzaro’ con cadenza semestrale in modo di dar tempo ai naturali processi di compiersi a dovere.
Difronte all’insostenibile situazione la città decise la costruzione di un nuovo Cimitero e la chiusura di quello di ‘San Lazzaro’.

Cimitero di San Pietro in Vincoli
Nel  1829 il cimitero di San Lazzaro viene chiuso e le salme trasportate al Cimitero Monumentale e al Cimitero di San Pietro in Vincoli per il quale non era prevista una chiusura. Lo spostamento coinvolse anche la statua della ‘VELATA’ che trovo una nuova dimora all’interno del  cimitero di ‘San Pietro in Vincoli’ .
Nello stesso anno furono sospese le tumulazioni nelle fosse comuni trasformando il cimitero di ‘San Pietro in Vincoli’ in un esclusivo luogo di sepoltura per famiglie che possedevano una tomba privata e dando a tutti i torinesi la possibilità di essere sepolti dignitosamente al Cimitero Monumentale.
Problemi di salute e di ordine pubblico causarono la chiusura definitiva del cimitero che pose fine alle tumulazioni nel 1882 rimanendo aperto per i  visitatori e i proprietari.

Cimitero di San Pietro in Vincoli
Superstizione e ignoranza, con la complicità di una  magica coperta che avvolgerebbe Torino,  attirano all’ interno delle sua mura vandali e adepti di chissà quale strano culto che danneggiano pesantemente la struttura e profanano le tombe. Il cimitero è costretto a chiudere definitivamente nel dopoguerra.
Negli anni ’70 la situazione è sfuggita di mano, il cimitero sta cadendo a pezzi ed è diventato un luogo che attira sempre più la peggio gente.
Il Comune delibera  il trasferimento di tutte le tombe al cimitero monumentale. Le fosse comuni vengono  definitivamente sigillate chiudendo al proprio interno i resti e le ossa dei pochi che non sono stati trasferiti al cimitero monumentale.

Cimitero di San Pietro in Vincoli

Parecchie cose sono andate perse! Il ricordo è mantenuto da appassionati che con le loro ricerche permettono di ricostruire la storia e le vicende di questi due cimiteri torinesi.
Tra tutti  primeggia il sito ‘La Civetta di Torino’ che ha dedicato ampio spazio alla Statua della Velata, a Don Bosco e i suoi progetti per il cimitero e al Cimitero di San Lazzaro.
Oggi, Il Cimitero di San Pietro in Vincoli è diventato sede di eventi culturali di vario genere e sede della Associazione Mutamento Zona Castalia.

CIMITERO SAN PIETRO IN VINCOLI

 

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