Alle 16,30 del 22 marzo 1861, nel centro del Terrazzo dei Giardino dei Ripari alla presenza delle maggiori autorità dell’epoca, fu inaugurata l’opera dedicata a Daniele Manin (nato a Venezia il 13 maggio 1804).

Alla stessa ora del 22 marzo 1848 per bocca dello stesso Daniele Manin
Noi siamo liberi e possiamo doppiamente gloriarci di esserlo, poiché lo siamo senza aver versato goccia né del nostro sangue, né di quello dei nostri fratelli… Ma non basta aver abbattuto l’antico governo; bisogna altresì sostituirne uno nuovo, e il più adatto ci sembra quello della repubblica che rammenti le glorie passate, migliorato dalle libertà presenti. Viva la Repubblica! Viva la libertà! Viva San Marco!”.
Venezia proclama la propria indipendenza dall’ Austria fondando la Nuova Venezia Repubblicana di cui fu presidente.
Costretto all’ esilio dal ritorno degli austriaci si rifugia in Francia, dove continua a battersi per sostenere gli ideali di libertà della sua madrepatria.

Alla sua morte avvenuta a Parigi il 22 settembre 1857 in Italia viene fondata una commissione per l’erezione di un monumento a lui dedicato con invito ad una raccolta fondi.
Furono molti i contributi versati da comuni cittadini, da istituzioni, ma soprattutto da testate giornalistiche sia italiane che francesi.

Daniele Manin, un veneziano . . . ItalianoMonumento ad Daniele Manin

Incaricato della realizzazione del monumento fu Vincenzo Vela che, non avendo materiale fotografico sufficiente alla realizzazione di una figura con la necessaria somiglianza, modifica il soggetto dell’opera raffigurando una di donna che rappresenta l’Italia Incoronata, con la palma del martirio nella mano destra (scomparsa) e nella mano sinistra un ovale con raffigurato il mezzo busto di Daniele Manin.
Sul retro del medaglione è raffigurato il Leone di San Marco.

A seguito dei lavori di riqualificazione urbana dell’area la statua fu spostata e successivamente ricollocata al centro della fontana in quella che è oggi l’aiuola Balbo.

CURIOSITÀ: Il figlio Giorgio Manin, prese parte alla spedizione dei Mille condotta da Garibaldi.