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Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4

Eugenio di Savoia ha vissuto un epoca di guerre e continui capovolgimenti di fronte in terra europea. Diciannovenne si rivolge a Leopoldo I, imperatore dell’impero asburgico, per offrirsi come ufficiale per il suo esercito. Probabilmente Leopoldo I non venne particolarmente colpito dall’avvenenza del giovanissimo principe dal fisico non troppo aitante, ma la necessità di ufficiali e i turchi che davano già per scontata la vittoria su Vienna, convinsero l’imperatore ad accogliere Eugenio nel suo esercito.
Inizia così la storia militaresca di Eugenio Von Savoy.
Entrato nell’esercito come volontario la sua carriera inizia, come si suol dire, dal basso. Le sue doti strategiche e l’arguzia che lo contraddistinguno gli permettono, in breve tempo, di scalare la china e arrivare ai vertici dell’esercito asburgico. La fortuna militare di Eugenio di Savoia inizia con la battaglia di Kahlenberg, la vittoria sui turchi e la successiva liberazione di Vienna dall’assedio, serie di successi che lo portano a diventa titolare e colonnello dei “Dragoni di Savoia” nel 1683.

Presso l’Heldenplatz di Vienna è presente un’imponente statua equestre che raffigura Eugenio Von Savoy. Sul basamento è scritto “Al glorioso vincitore dei nemici dell’Austria” e dalla parte opposta “Al saggio consigliere di tre imperatori”.
In Austria  Eugenio di Savoia Soisson è riconosciuto come un grande condottiero e uomo che ha contribuito a rendere grande l’impero asburgico, con mosse tattiche e politiche di alto valore. Questo la dice lunga sull’importanza del principe per la popolazione austriaca.
Invece a Torino passa quasi inosservato all’ interno di una nicchia di Palazzo civico che lo raffigura nell’atto di dare l’ordine per l’assalto alle guarnigioni occidentali nemiche durante la battaglia per liberare Torino dall’assedio del 1706.

Eugenio di Savoia ha vissuto un epoca di guerre e continui capovolgimenti di fronte in terra europea.  Diciannovenne si rivolge a Leopoldo I, imperatore dell’impero asburgico, per offrirsi come ufficiale per il suo esercito. Probabilmente Leopoldo I non venne particolarmente colpito dall’avvenenza del giovanissimo principe dal fisico non troppo aitante, ma la necessità di ufficiali e i turchi che davano già per scontata la vittoria su Vienna, convinsero  l’imperatore ad accogliere Eugenio nel suo esercito.
Inizia così la storia militaresca di Eugenio Von Savoy.
Entrato nell’esercito come volontario la sua carriera inizia, come si suol dire, dal basso. Le sue doti strategiche e l’arguzia che lo contraddistinguno gli permettono, in breve tempo, di scalare la china e arrivare ai vertici dell’esercito asburgico. La fortuna militare di Eugenio di Savoia inizia con la battaglia di Kahlenberg alla quale seguì la liberazione di Vienna nel 1683, anno in cui diventa titolare e colonnello dei “Dragoni di Savoia” e raggiunge l’ apice con la sconfitta dei turchi a Belgrado nel 1717.

Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4Eugenio di Savoia

Noi lo immaginiamo come ci appare nei vari ritratti che lo raffigurano, nella sua divisa scarlatta dei dragoni, con la spada lucente e una ricciuta parrucca in testa, ma il principe è arrivato dalla Francia con poche disponibilità economiche e sicuramente non poteva permettersi un personal stylist.
La prima divisa che ha indossato, probabilmente donatagli da qualche protettore, era di color marroncino (come le tonache dei frati); il suo fisico minuto e l’aspetto adolescenziale hanno fatto si che gli venisse da subito affibbiato il soprannome di “piccolo cappuccino”. Eugenio non si sofferma sulla forma, ma badando alla sostanza ed all’impegno preso con l’impero asburgico, prosegue per la sua strada tacciando tutti con le sue imprese e soprattutto le sue vittorie.
La battaglia di Zenta combattuta nel 1697 contro i turchi in Ungheria ha permesso ad Eugenio di diventare un eroe europeo e al ritorno un ingresso trionfale lo attese a Vienna con festeggiamenti pubblici ed il conio di una medaglia con la sua l’effige.

Eugenio di Savoia è praticamente vissuto sul fronte di guerra, innumerevoli le battaglie vinte dall’intuitivo comandante, ma ovviamente quella che ci riguarda più da vicino è la liberazione di Torino dall’assedio francese del 1706 durante guerra per la successione al trono di Spagna.  Eugenio di Savoia, con il cugino Vittorio Amedeo II di Savoia sulla collina di Superga, vedendo la situazione della città ai suoi piedi si rende subito conto della disorganizzazione dell’esercito transalpino esclamando “Ces gents là sont dejà a demi battue”. Il 7 settembre 1706 Torino è libera dall’esercito di Luigi XIV.

Naturalmente la vita militare del principe sabaudo comprende anche alcune sconfitte come la Battaglia della Marsaglia nel 1693 e la più bruciante a Tolone nel 1707.
Comandante supremo dell’esercito della Grande Alleanza era Vittorio Amedeo II di Savoia ed Eugenio si vide costretto ad organizzare un assedio del quale non era convinto. Ritardi, tentennamenti e poca lucidità da parte dei generali della coalizione hanno dato modo a Luigi XIV di organizzare la difensiva e di costringere l’esercito nemico alla ritirata, peraltro guidata con sapiente maestria da Eugenio.
La battaglia combattuta contro il parere di Eugenio inasprì gli animi con il cugino Vittorio Amedeo II e la sconfitta non fece  altro che accrescere la grande disistima nei confronti del cugino e  dei  suoi continui voltafaccia; lo riteneva decisamente inaffidabile sostenendo che era capace di dire una cosa facendone un’altra pensando ancora diversamente.

Le campagne che hanno visto coinvolto il principe Eugenio sono tantissime, dalla battaglia di Zenta alla guerra di successione polacca passando per quella spagnola. Ferito in battaglia ben tredici volte ha sempre mantenuto fede all’impegno preso con l’impero asburgico fino alla fine dei suoi giorni. L’ultima campagna militare lo vide coinvolto all’età di settantadue anni come comandante supremo del fronte sul Reno.
Alla sua morte a Vienna vennero celebrati i funerali di stato ed il suo corpo tumulato nella cattedrale viennese di Santo Stefano mentre il suo cuore venne trasferito a Torino e deposto nella cripta della Basilica di Superga.

Nel corso degli anni a venire sono stati molti i comandanti che hanno preso spunto dalle sue gesta: Napoleone lo annoverava tra i sette più grandi condottieri della storia, le sue strategie erano studiate sui banchi delle accademie militari, le sue gesta emulate dai grandi strateghi del XVIII e XIX secolo.
La fama del Prinz Eugene rimase ineguagliata fin da quando divenne l’eroe della monarchia asburgica.

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