Filippo Burzio, un piemontese D.O.C.

Filippo Burzio, un piemontese D.O.C.

Filippo Burzio nasce a Torino il 16 febbraio del 1891, nelle varie biografie viene definito giornalista, matematico, politologo, scienziato, docente, scrittore.
Leggendo però più attentamente fra le righe, “tuttologo” è una definizione che in qualche modo appartiene più al personaggio e forse una più di tutte: “piemontese
Amante della sua terra, di quel Piemonte che gli ha dato i natali e che lo ha plasmato fin dalla giovane età, in una nota di Giovanni Arpino,  viene definito “Un piemontese in Italia, un italiano in Piemonte, un europeo di Torino” e questo, in qualche modo fa intuire il rapporto di Filippo Burzio con il suo territorio.

Filippo Burzio

Filippo Burzio, segue le orme del padre laureandosi in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, ma non per questo disdegna gli studi filosofici che approfondisce di sua iniziativa prediligendo Rousseau, Ghoete, Pareto e Croce. Alle porte della prima guerra mondiale, Filippo Burzio diventa ufficiale d’artiglieria dove non passano inosservate le sue doti in campo balistico tanto che alla fine della guerra viene richiesta la sua professionalità presso l’accademia militare in qualità di insegnante e successivamente al Politecnico di Torino.
Studi ed esperimenti balistici gli permettono di vincere il premio Montyon dell’Istituto di Francia mentre rifiuta fermamente il premio Mussolini per le scienze, in pieno contrasto col regime. Nei i suoi scritti, a cavallo tra le due guerre, emerge chiaramente il suo disappunto nei confronti del regime “…bisogna leggere i giornali, per abbeverarsi di odio
Nel 1922 inizia la sua collaborazione col quotidiano la Stampa e alla vigilia della II Guerra Mondiale assume la direzione del giornale per circa un mese come rappresentante del fronte interpartitico. Il tribunale nazifascista lo condanna a morte e Filippo Burzio è costretto a vivere in clandestinità il secondo conflitto mondiale.
Alla fine della guerra riprende l’attività giornalistica e la sua collaborazione col quotidiano torinese diventandone il direttore fino alla prematura scomparsa avvenuta il 25 gennaio del 1948.

Diverse sono le opere pubblicate da Filippo Burzio, sia di divulgazione scientifica che politico-filosofica, ma un accenno è necessario alla sua bibliografia relativa al Piemonte, alla storia della sua anima: un Piemonte tangibile ma etereo, radicato ma plastico. Nei suoi scritti che parlano del Piemonte emerge la poesia che Filippo Burzio riesce ad estrapolare da ogni immagine e da ogni scena di vita quotidiana, così come un mago estrae un coniglio dal cilindro; una magia…

Immagine: SottoOsservazione Blog
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