Storie di Torino

Friedrich Nietzsche a Torino, Sogno o Realtà!?

Friedrich Nietzsche a Torino, Sogno o Realtà!?

Friedrich Nietzsche a Torino, Sogno o Realtà!?
Questa sera Torino è deserta. Cammino su via Po, verso la fermata del tram. La pioggia ha reso l’aria frizzante, ha anticipato l’inverno e costretto i torinesi a casa.
Penso: quanti uomini illustri hanno camminato per queste vie? Quando da via Carlo Alberto sbuca un uomo che mi travolge.

Con accento tedesco si scusa, mi abbraccia e mi ringrazia. “Le persone a Torino sono ottime in ogni classe sociale” mi dice.
Ha un volto duro, occhi neri profondi e baffi davvero caratteristici.
Do un consulto rapido al mio piccolo archivio mentale di volti noti. Quando capisco l’emozione mi fa balbettare.
“M-M-MAESTRO! L-L-Lei è F- F- F-Friedrich Nietzsche a Torino? E’ impossibile!” Mi sento svenire.
Mi dice sussurrando:

“È un prodigio: l’attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo.”

Mi spiega che ama tornare a Torino. Poi inizia a raccontare come ha dovuto lasciare la città. Non ha avuto il tempo di salutare le persone, che lo avevano tanto coccolato.
Sono imbarazzatissima confesso la mia ignoranza. Non sapevo neanche che Nietzsche a Torino, ci avesse vissuto!
Mi guarda con un ghigno. “Avviso conoscenza frammentaria, la magia del nostro incontro non potrà, che portare conoscenza!
Mi tranquillizzo, mi presento e mi ritrovo a percorrere via Roma, verso Porta Nuova, al suo fianco.

E’ un’emozione sapere che Friedrich Nietzsche a Torino ha amato ogni cosa

Gli edifici , la vita mondana, la cucina, i parchi e le passeggiate lungo i viali ampi e lussuosi.

“L’arte è la grande seduttrice della vita.”

Nietzsche a Torino la respira e la fa respirare.
Non tarda a rivelare con grande sentimento, quello che prova nel calpestare il marmo di Via Roma, con i portici che la rendono unica. Svoltiamo in Via Cesare Battisti e mi trascina a correre e saltellare tra i disegni geometrici del lastricato.
Mi esorta a “rovesciare le prospettive” e a seguire “il ritmo dei segni”. La sua felicità è contagiosa e lo seguo. Ripete che qui ha trovato le persone più squisite.
Nietzsche a Torino non era conosciuto come a Parigi, a Stoccolma o New York , ma era trattato come un principe, spiega. Tutti gli riservavano il miglior servizio, i piatti più raffinati, la frutta più dolce, i migliori gelati e caffè.
Proprio per questo Nietzsche a Torino ha visto migliorare la sua salute, come in nessun altra città.

“E’ una città benefica senza dubbio.”

La sua euforia riscalda l’aria, corre si esalta quando d’improvviso si blocca davanti ad un portico, si inginocchia “Può sentire? Il barbiere di Siviglia!” Dice alzando le braccia al cielo.
Sono travolta dalla sua emozione e inizio a sentire quella musica.
Mi esorta ad ascoltare come le note siano riprodotte con un’acustica superlativa, dalla Galleria Subalpina. Mi dice che a Torino ha potuto ascoltare musicisti sconosciuti, di grande talento. Una città dove è possibile crescere con la musica e trovare maestri di livello eccelso. Nietzsche a Torino ha ascoltato i concerti più belli della sua vita, mi dice.
Inizia a ballare mentre entra in piazza Carlo Alberto. “Provi a immaginare uno spazio come questo intorno all’Ecce Homo!” Dice mentre gira su se stesso, cercando di abbracciare lo spazio intorno. Capisce subito che non so di cosa sta parlando e mi spiega che ha battezzato così la Mole, perchè vuole rendere onore alla grande manifestazione artistica che esprime. E di nuovo ribadisce la devozione che ha per la popolazione Torinese.
Trascinandomi davanti alla lapide che lo ricorda, esulta. Mi spiega quanto ha amato la sua piccola stanza con vista straordinaria sulla piazza e su palazzo Carignano. Infine mi guarda e mi esorta a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Poi scompare come in soffio, senza darmi il tempo di ricambiare l’affetto.
Volto lo sguardo al cielo come per cercarlo ancora e urlo Grazieeee!
Rimango in silenzio ad assaporare l’attimo sfuggito. Ora procurarsi il testo “Lettere da Torino” diventa necessario. Per elevare la prospettiva dalla quale osserviamo la nostra città. E… Se vi capitasse di incontrare Nietzsche a Torino, siate curiosi, non esitate ad accompagnarlo, lui vede ciò che molti non vedono.

Nota: Friedrich Nietzsche,  filosofo dei più importanti di metà 800 ricordato per i suoi scritti rivoluzionari di carattere “Esistenzialista”. Il soggiorno torinese in via Carlo Alberto n.6 all’angolo con la piazza omonima durò sei mesi, dal 5 aprile al 5 giugno 1888 e dal 21 settembre ai primi mesi del 1889. A Torino scrisse l’Ecce Homo.

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