Gazosa, Francesco Botto . .a torino

Gazosa, Francesco Botto . .

Gassosa! Non ci facciamo mancare niente a Torino. O meglio . . . la gazzosa come la conosciamo oggi potrebbe essere stata inventata a Torino.
La gasosa/gassosa o per chi preferisce  gazosa/gazzosa  è una bevanda molto semplice: acqua, zucchero,  limone ed anidride carbonica per renderla effervescente.
Le sue origini sembrano risalire al XVIII secolo quando cominciò a diffondersi  grazie alle capacità curative contro il  mal di stomaco,  la digestione e  la flatulenza.   Diffusa in Francia, Svizzera e Italia era preparata in vari modi che si differenziavano per il tipo di aroma presente al suo interno e spesso veniva accoppiata con il  vino e la birra; le caratteristiche bollicine erano già presenti ma prodotte mediante la fermentazione dello zucchero all’ interno delle bottiglie esposte al sole.

Cosa succede nel XIX secolo?
Non sappiamo esattamente cosa sia successo e non disponiamo di documenti per confutare la teoria che la gassosa sia stata inventata a Torino ma abbiamo trovato due fonti che ci narrano di un certo Francesco Botto ‘Caffettiere e Distillatore Patentato’.
Nel  numero del  24 agosto 1833 si parla di un questo imprenditore Torinese e della sua Limonata Gazosa particolarmente buona, superiore di qualità a quelle diffuse in Europa perché prodotta senza la fermentazione degli zuccheri che guastavano il palato e lo stomaco: il suo procedimento consisteva nel saturare la miscela con acido carbonico mediante un suo personale macchinario.
Ed esattamente qui si trova il punto delicato.
Esisteva già l’ Acqua di Seltz, ma a quanto pare lui, a Torino, per primo ha usato il procedimento per produrre la sua Gassosa Botto.
Questo accorgimento permetteva di aggirare il problema della fermentazione e garantiva al piccolo imprenditore di essere in regola con tutte le carte e le autorizzazioni.
Nella Gazzetta Piemontese del 2 agosto 1834, si torna a parlare di Francesco Botto.
Da poco aveva rilevato il Caffè del Gran Corso, situato in piazza Vittorio Emanuele all’ angolo con Casa Noli e all’ interno aveva installato il suo macchinario a compressione per  saturare la sua famosa miscela  di ‘Acido Carbonico’ secondo le buone regole e senza sostanze fermentate.

GaZoSa Botto

La bibita divenne presto famosa grazie al sapore che la rendeva piacevole come bibita da sorseggiare nelle giornate calde e grazie alle proprietà salutari che caratterizzavano la combinazione degli ingredienti della ‘GaZoSa’.   L’ astuto commerciante, inoltre, per primo propose la vendita in abbonamento della bibita: 6 franchi per 24 bottiglie escluso il vetro e sconti non descritto per acquisti superiori  a 100 bottiglie.

Oggi la Gassosa, dopo la fama incontrata negli anni ’50 e ’60 del XX secolo e il successivo declino, sta tornando di moda e forse, come negli anni ’30 del XIX secolo torneremo a mischiarla nei modi più improbabili alla ricerca di quel qualcosa che ci assapori il palato oltre a dissetare il corpo.

 


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