Ercoli domatori dei mostri e Amore domatore degli Ercoli

In occasione del matrimonio tra Enrichetta Adelaide di Savoia e Ferdinando Maria di Baviera avvenuto l’11 dicembre 1650 a Torino vengono organizzati fastosi festeggiamenti che durano diversi giorni.
Le cronache del tempo parlano dello sfarzo nelle addobbi, degli spettacoli ingegnosi e soprattutto della ricchezza degli abiti, impreziositi con ricami in oro e argento e decorazioni in pietre preziose. La chiesa Metropolitana per l’occasione viene allestita in pompa magna, i basamenti delle colonne completamente dipinti con figure in rilievo rappresentanti gli imperi d’Oriente e d’Occidente e tutti i regni alleati con la casa sabauda.
Dopo la cerimonia il gran banchetto di nozze, i fuochi d’artificio ed una serie di balli e rappresentazioni che si protraggono per più giorni.

Il 15 dicembre Filippo d’Agliè, musicista e coreografo di casa Savoia (e favorito della Madama Reale Maria Cristina di Borbone-Francia) organizza un carosello che si svolge in Piazza Castello, “Gli Hercoli domatori de’ mostri et Amore domatore degli Ercoli”.

… piazza del Castello è un gigantesco palcoscenico, tutt’intorno sono assiepate centinaia di persone e dall’alto del palco reale, allestito per l’occasione contro la facciata del maniero (dove è adesso l’ingresso di Palazzo Madama), la giovane sposa con le sorelle e la madre insieme a qualche ospite d’onore, sono pronti ad assistere alla rappresentazione ideata per l’occasione dal marchese Filippo. I migliori ingegneri e architetti della corte sabauda si sono messi all’opera per allestire macchine complesse che fanno da coreografia alla splendida piazza, Amedeo di Castellamonte, Francesco Lanfranchi e Carlo Morello hanno creato gigantesche strutture che rappresentano le dimore degli Hercoli.

L’ambientazione è quella dell’antico Egitto e dell’antica Grecia dove gli eroi, gli ercoli domatori, sono parte integrante della cultura mitologica del tempo. In campo scendono quarantotto cavalieri, suddivisi in quattro squadre. I quattro ercoli domatori più importanti sono l’Alpino, il Gallo, il Celtico e l’Ercinio; le quattro squadre possono essere identificate come le quattro casate delle famiglie dei due giovani sposi, Savoia, Francia, Austria e Baviera.
Inizia lo spettacolo, prima una sfilata di carri poi l’inizio dei combattimenti dove gli ercoli domatori combattono mostri, cerberi, streghe utilizzando diverse armi.
Arriva la sospirata vittoria; poco dopo però entrano in campo i sentimenti e gli ercoli domatori vengono sconfitti. L’amore con catene d’oro incatena gli sconfitti che non possono far altro che soccombere alla potenza dei sentimenti. Inevitabile l’allusione riferita al matrimonio appena avvenuto in casa Savoia che dimostra che anche in tempo di guerra un matrimonio è sempre foriero di pace.
Finisce così, dopo oltre tre ore, la rappresentazione; tra gli applausi dei presenti e con un ovazione per il Gran Maestro di casa Savoia, Marchese Filippo d’Agliè, che anche questa volta non manca di dimostrare la sua eccezionale bravura nell’organizzare le feste barocche di corte.

* L’immagine ‘Torneo nella piazza del castello di Torino – Antonio Tempesta’ è puramente riempitiva, non ritrae la festa raccontata nella scheda.

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