Obelisco o Guglia Beccaria – Parallelo 45°,04′ N.

da | Storie di Torino

Girovagando per la Città di Torino, in un’aiuola in Piazza Statuto di fronte al Monumento dedicato ai caduti del traforo del Frejus, un po’ nascosto dalla vegetazione si trova un piccolo obelisco con in cima un astrolabio.
Cerchiamo di capire cos’è.

Nel 1759 Giovanni Battista Beccaria, celebre geofisico e matematico piemontese, fu invitato da Carlo Emanuele III di Savoia a misurare il meridiano di Torino, il Gradus Taurinensis.

In quegli anni chi non aveva eseguito una misurazione del meridiano nel proprio Stato non era abbastanza fico ed il sovrano sabaudo di sicuro voleva esserlo!

Beccaria scelse il meridiano che attraversa il Piemonte da Andrate a Mondovì ed iniziò i suoi calcoli geometrici-trigonometrici, con gli strumenti che aveva a disposizione.
Per triangolare la posizione scelse come base degli ipotetici triangoli, la via per Rivoli, ch’egli calcolò essere dodici chilometri, e ne fissò gli estremi con due pietre di marmo ancorate al suolo.
Con i calcoli effettuati, il matematico attribuì alla porzione di meridiano la lunghezza di 112,06 chilometri che si discosta ben poco dalla misurazione adottata oggi (111,137Km).

Allo stesso modo la circonferenza terrestre risultava un po’ più abbondante circa trenta Km in più, ma siamo pur sempre nella seconda metà del XVIII secolo e trenta chilometri su 40.009,152 non sono poi così tanti.

Obelisco o Guglia Beccaria – Parallelo 45°,04′ N

Obelisco o ‘Guglia di Beccaria’

È necessario tuttavia specificare che l’estremo fissato a Torino non si trova esattamente sul 45° parallelo, ma anche qui lo scarto è così minimo: 30”.
Ecco così che  piazzandosi davanti all’obelisco, si può praticamente pensare di trovarsi a 5.000 km dal Polo Nord ed altrettanti dall’Equatore.

Obelisco o Guglia Beccaria – Parallelo 45°,04′ N

Ma torniamo alle pietre fissate al suolo dal matematico.
Col passare del tempo i massi di marmo si ricoprirono di terra e vegetazione ed andarono perduti, fu grazie all’invasione francese che tornarono alla luce.
Si, il merito è tutto francese. Il Generale Sanson incaricò un certo Ingegner Lassaret di cercarle e grazie ai precisi appunti lasciati da  Giovanni Battista Beccaria, furono ritrovate.

Sulle pietre, furono elevati due obelischi, entrambi dedicati a Beccaria, uno a Torino, appunto in Piazza Statuto, l’altro a Rivoli vicino a Piazza Martiri della Libertà.
I due obelischi identici con in cima un astrolabio furono inaugurati nel 1808, ventisette anni dopo la morte del geofisico, l’8 ottobre quello di Rivoli il 7 dicembre quello di Torino.

Obelisco o Guglia Beccaria – Parallelo 45°,04′ N

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