I Murazzi sul po

Fino alla prima metà dell’ottocento Piazza Vittorio era collegata a Corso Re (ora Corso Vittorio Emanuele II) da un terrapieno con un viale alberato che si prolungava fino a raggiungere l’ingresso del Castello del Valentino.

Il primo progetto di riqualificazione della sponda sinistra del fiume Po risale ai primi anni successivi  la Terza Guerra d’Indipendenza.
Nel 1866 Torino fu colpita da un’epidemia di colera; allora si pensava che le cause del morbo fossero dovute alla presenza di umidità, al ristagno dell’aria, alla mancanza di luce solare e, più in generale, alla mancanza di igiene.
Il borgo denominato “Moschino” si trovava a ridosso delle sponde del fiume in prossimità degli scarichi fognari a cielo aperto e la situazione di decadimento generale del quartiere convinse l’amministrazione, impegnata in quel periodo in un progetto di risanamento generale della città, ad operare radicalmente in quella zona.I Murazzi sul Po

Il progetto consisteva nell’abbattimento del borgo del Moschino e la costruzione di argini coinvolgendo una zona molto ampia rispetto a quella effettivamente realizzata.
Il piano di lavoro prevedeva la costruzione di un muro a vuoto, una parete di facciata decorata collegata ad un altro muro contro terra che avrebbe avuto funzione di supporto alle abitazioni costruite al di sopra.
Le logiche che portarono a questa decisione furono dettate soprattutto dall’altezza, in quanto riempire ed attendere l’assestamento del terreno richiedeva troppo tempo, e dalla necessità di realizzare sotterranei (affittabili) da utilizzare come lavanderie, tintorie, magazzini, ma soprattutto depositi di barche.

I locali furono destinati a tale scopo fino alla metà del secolo scorso, successivamente l’inquinamento del fiume portò all’abbandono dell’area da parte dei pescatori.
Ai Murazzi ha oggi sede l’imbarco del servizio stabile di navigazione sul Po.

 

I Murazzi sul Po