Il cinema Rex, Dux e poi LUX

da | Storie di Torino

Nei primi del novecento il cinema incalza e Torino diventa la capitale italiana dell’arte del ventesimo secolo, con grandi case produttrici come l’ Anonima Ambrosio, l’ Aquila Film e l’ Itala Film. Di conseguenza anche le sale di proiezione nascono come funghi nella Torino della Belle Époque.
Le sale cinematografiche sostituiscono i caffè e i teatri come luoghi di svago e di ritrovo di una società sempre più coinvolta dalle immagini proiettate sui grandi schermi. Ogni quartiere ha il suo cinematografo, tra queste uno dei più importanti è senza dubbio il Cinema Meridiana tra via Roma e Via Santa Teresa, nell’allora Galleria Geisser già Natta.

Agli inizi degli anni trenta il Comune di Torino finanzia il progetto di riqualificazione dell’isolato e la galleria diventa l’attuale San Federico, di conseguenza anche il Cinema Meridiana chiude i battenti.
All’incrocio dei bracci della galleria, prima del rifacimento, c’è il Caffè della Meridiana, locale di incontro di letterati e bohémiens famoso per essere uno dei primi locali a rimanere aperto fino a tarda serata.Proprio dove sorgeva il famoso caffè viene progettata la nuova sala di proiezione inaugurata il 31 marzo del 1934: il Cinema Rex, realizzato su progetto dell’Ingegner Giovanni Canova e dell’architetto Eugene Corte.
Diventa il più moderno ed elegante cinematografo della Città di Torino, nonché il più grande, con un immensa sala di proiezione da 1573 posti a sedere (800 in platea e 700 in galleria) adornato con una ricca decorazione art-déco fatta di marmi neri, bronzi, ed ampi spazi.

Nel 1942, in pieno periodo fascista la sala prende il nome di Dux per essere nuovamente rinominata a fine guerra con l’attuale nome, Lux.
Ristrutturato radicalmente nel 2004 e riaperto nel 2009 è tuttora attivo e dotato di tre moderne sale di proiezione.

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