“…. c’era una volta un piccolo caffè frequentato da giovani liberali patrioti! Si trovava in via Dora Grossa! In alto i cuori!
Era il caffè della Lega Italiana di Torino; nato come caffè Calosso, cambiò poi nome per via della fervente attività che si teneva al suo interno dagli ardenti patrioti piemontesi.
In quello stesso locale nel novembre del 1847 Michele Novaro, secondo tenore e maestro ai teatri Regio e Carignano, annunciava a tutti i presenti di aver composto la musica dell’Inno degli Italiani.

La sera prima, il 23 novembre, Michele Novaro si trovava con altri amici a casa del patriota torinese Lorenzo Valerio e ricevette un foglietto consegnatogli dal pittore genovese Ulisse Borzino: era un testo scritto da Goffredo Mameli con le parole del suo inno scritto tra l’ 8 e il 10 di settembre e che il 10 novembre 1847  decise di inviare a Torino. 

Quella sera, 24 novembre 1847, il maestro si mise subito al lavoro per cercare la musica per  le parole scritte da Mameli; si prese la licenza di variare le parole iniziali dell’Inno da Evviva l’Italia in Fratelli d’Italia e scrisse la musica di quello che è divenuto l’ Inno degli Italiani.”

Michele Novaro, Bar via Barbaroux

Conosciuto da tutti come Inno di Mameli pochi sono a conoscenza che di Mameli sono solo le parole, mentre l’autore della musica è sconosciuto ai più.
Michele Novaro era un appassionato patriota che amava allietare le serate con inni e canti che esprimevano le idee liberali sue e dei suoi compagni.
Tornò a Genova pochi anni dopo  fondò una scuola di canto popolare gratuita alla quale si dedicò fino alla sua morte.

Michele Novaro

L’immortale Michele Novaro continua ad osservare la nostra Italia a poca distanza da un Giuseppe Mazzini dal Cimitero Monumentale di Stagliero.

In via Barbaroux 6, a due passi da piazza Castello, il gradino di accesso ad una tabaccheria ricorda dove si trovava la casa di Lorenzo Valerio in cui Michele Novaro compose la musica dell’Inno degli italiani, così come la targa posta in Via XX Settembre che ricorda a tutti i passanti l’edificio dove fu completata l’opera di Mameli.
Al teatro Gobetti, invece, una targa con il volto di Mameli posizionata sulla facciata del teatro ricorda il luogo dove risuono per la prima volta l’ inno profetico di Goffredo Mameli.

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MA ESATTAMENTE, QUANDO È STATO MUSICATO ‘FRATELLI D’ITALIA’?

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