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La Minerva di Vincenzo Vela

Entrando nel palazzo dell’università di Torino, si rimane subito colpiti dalla statua di Minerva posta su un lato del cortile dei Dotti adiacente il porticato; la sua storia a poco a che fare con la collezione di monumenti che ornano i porticati dell’Ateneo… Nel 1858, in occasione dell’Esposizione annuale della Società Promotrice delle Belle Arti all’Accademia Albertina, viene esposta per la prima volta la statua di Minerva realizzata da Vincenzo Vela.

Minerva, figlia di Giove, dea italica delle arti nobili della guerra, della saggezza e della poesia e quindi delle attività intellettuali.
Vincenzo Vela sviluppa ogni allegoria con meticolosa cura, l’elmo, la lancia e l’egida (la guerra), la civetta (la saggezza), le corone d’alloro ed il testo nella mano sinistra (la poesia e le arti); la dea sembra muovere un passo in avanti, le pieghe dell’abito e la leggera curvatura del busto danno un incredibile plasticità al monumento. L’opera è commissionata dal Re del Portogallo Pedro V di Braganza e destinata ad ornare l’ingresso dell’Accademia delle Belle Arti di Lisbona.

La Minerva di Vincenzo VelaNon sempre, però, le cose vanno come si desidera, il re del Portogallo muore giovanissimo e la statua, non ancora pagata, non varca i confini dello stato sabaudo e viene immagazzinata nei polverosi depositi dell’Accademia Albertina dove Vela insegna scultura.
Qualche anno dopo Vincenzo Vela propone al Comune di esporre Minerva alla IV Esposizione Mondiale di Belle Arti, la municipalità accetta entusiasta e la bellissima statua fa bella mostra di se, davanti al Palazzo delle Esposizioni, per tutto il periodo. La scultura rimane nella piazza dell’accademia per diversi anni; di fatto è sempre di proprietà dell’artista, che in cuor suo spera nell’acquisizione da parte del Comune.
Le trattative si protraggono per anni senza divenire a nessun accordo a causa delle poche risorse economiche della città di Torino. Vincenzo Vela muore nel 1891 e Minerva passa in eredità al figlio che ripropone l’acquisto al Comune; ma è solo dopo la minaccia di un trasferimento della statua in un’altra città, nel 1895, che la municipalità decide finalmente di acquistarla, pagandola una cifra di gran lunga inferiore all’effettivo valore.
L’anno successivo il monumento viene collocato all’interno del Museo Civico di Arte Moderna fino ai bombardamenti del 1942, dopodiché viene nuovamente ritirata nei magazzini fino agli anni 2000. Nel 2003, dopo un accurato restauro, un comodato d’uso tra la fondazione Torino Musei e l’Università, permette la collocazione di Minerva nel cortile dei Dotti del Palazzo dell’Università di Torino dove è possibile ammirarla, liberamente, in tutta la sua bellezza.