Martinetto, il poligono della vergogna.

da | Palazzi e architettura, Storie di Torino

Il Sacrario del Martinetto, tra i corsi Svizzera e Appio Claudio, è ciò che rimane del vecchio poligono della Regia Società di Tiro a Segno, che vi si trasferì nel 1884 dalla sede presso il Castello del Valentino, un un’area concessa dal Comune di Torino che intendeva utilizzare il terreno in riva al Po per l’esposizione Generale Italiana. La struttura si trovava in mezzo ai campi e vi si svolgevano gare nazionali e internazionali fino al 1934, quando l’ amministrazione fascista requisì ai privati tutti i poligoni di tiro.

Martinetto, il poligono della vergogna.Nel 1940 l’ Italia entrò in guerra, l’8 settembre 1943 il generale Badoglio e Vittorio Emanuele III scrissero una delle pagine più vergognose della nostra Storia e nacquero i fronti contrapposti della Repubblica di Salò e della Resistenza, in un Nord controllato dall’ esercito tedesco.
Furono anni terribili, nei quali bastava un niente per essere denunciati e fucilati sul posto o trascinati alle Nuove, dove i sotterranei erano utilizzati dalla Gestapo e dai repubblichini per custodire i prigionieri condannati a morte, ricordati ancora oggi da alcune targhe luminose.

Martinetto, il poligono della vergogna.Il poligono del Martinetto fu scelto come teatro delle esecuzioni: vi morirono in 59 tra partigiani e semplici cittadini, con una liturgia tragicamente ripetitiva che iniziava all’alba, quando la città ancora dormiva, con l’ arrivo dei condannati, che venivano legati alla sedia con la schiena rivolta al plotone, continuava con la lettura della sentenza, il conforto religioso di Padre Ruggero Cipolla e la scarica di fucili che poneva fine alle loro vite.

Martinetto, il poligono della vergogna.Il Sacrario del Martinetto

Dopo il 1945 il poligono del Martinetto divenne sede di una cerimonia commemorativa che si svolge ancora attualmente ogni anno, ma si dovette giungere al 1951 prima che la vecchia struttura, testimone di tanto dolore, fosse definitivamente abbattuta, per lasciare spazio al sacrario.
La società di tiro a segno, si trasferì alle Basse di Stura, dove nel frattempo era stato costruito il poligono militare.

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