Michele Giuseppe Dionisio

“Generare la scienza o diffonderla perennemente equivale a creare un mondo nuovo nell’attuale per i molteplici effetti che ne derivano e che si riproducono essi stessi all’infinito; equivale a creare nell’interesse della società un capitale collocato ad interessi composti che si moltiplica perpetuamente; equivale ad aprire una miniera inesauribile non di metalli o di diamanti, ma di un elemento più prezioso ancora, della divina scintilla che muove ogni forza umana e mondiale”

Così scriveva Michele Giuseppe Dionisio nel suo testamento dove istituì erede universale di tutti i suoi beni l’Università torinese ch’egli definisce sua madre.

Nato a Torino il 30 giugno del 1792, all’età di sedici anni entra all’ateneo alla facoltà di legge dove si distinse negli studi e si specializza in giurisprudenza romana e canonica, acquistando fama come esperto di diritto.
La sua notorietà gli permette di collaborare col Ministero degli Affari Interni e nel 1821 fu nominato Intendente, Capo di divisione nella Segreteria di Stato e Consigliere di Sua Maestà per gli affari di diritto ecclesiastico.
Venne fregiato del titolo di Cavaliere e di Commendatore dell’Ordine Mauriziano senza però mai abbandonare l’insegnamento e gli studi teorici ai quali si dedica fino alla sua scomparsa avvenuta a Torino il 30 novembre 1861.

Michele Giuseppe Dionisio alla sua morte dispose diverse borse di studio affinché tutti, compresi chi non aveva le disponibilità economiche per affrontare le spese universitarie, potesse studiare ed infondere la conoscenza

“Che cosa è l’intelligenza umana , se non la forza prima , la leva di Archimede che solleva l’universo?”

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