Museo della frutta «Francesco Garnier Valletti»

Da assaporare lentamente.
È chiaro il Museo della Frutta, lo dice il nome stesso, fa pensare ad un museo dove sono  esposti vari tipi di frutta, ma non è proprio così.
Entrare al Museo della Frutta è un po’ come assaporare un’atmosfera d’altri tempi: massicci armadi vetrati in cui fanno bella mostra di sè centinaia di frutti artificiali plastici, per la maggior parte realizzati da Francesco Garnier Valletti.
Assaporare non è un termine usato a caso. In questo museo, se vogliamo un po’ fuori dagli schemi, si rimane colpiti dalla bellezza e dalla veridicità di ogni elemento che invita ad addentare ogni opera d’arte.

Museo della frutta, Francesco Garnier VallettiMa da dove nasce l’idea di un museo della frutta?
Dobbiamo partire da Francesco Garnier Valletti, un’acuta figura solitaria che, dopo un passato di confetturiere nella natia Giaveno, arriva a Torino e inizia l’attività di ceroplasta modellando fiori ornamentali in cera. Le sue straordinarie doti lo portano a frequentare alcune delle più grandi corti europee come Vienna e San Pietroburgo dove inizia a modellare frutti.
Tornato a Torino si dedica esclusivamente alla pomologia artificiale, la modellazione di frutti, dapprima in cera e poi con una sua personale formula di modellazione che gli farà ottenere meritati riconoscimenti nelle più importanti esposizioni europee fino alla nomina di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
Nel corso della sua vita  Francesco Garnier Valletti ha modellato circa 1200 varietà di frutti e 600 tipologie di uve con uno studio approfondito e note specifiche per ognuno di loro. Gli album conservati nel museo contengono dettagli di studio per ogni frutto riprodotto, nomi, stagionalità, qualità.

Museo della frutta, Francesco Garnier VallettiNon un semplice modellatore, potremmo definire Francesco Garnier Valletti un po’ artigiano, un po’ scienziato e soprattutto un grande artista.
Con Augusto Burdin, vivaista savoiardo, nel 1853 da vita alla Società del Museo Pomologico divenendone il modellatore ufficiale. La società si scioglie pochi anni dopo e l’intera collezione viene acquistata dal Municipio di Torino che l’affida al Museo Merceologico Arnaudon per poi  diventare parte del patrimonio dell’Accademia dell’Agricoltura.
Nel 1927 la Regia Stazione Chimica Agraria acquista l’intera collezione di frutti di Garnier Valletti e fa costruire appositi armadi vetrati che possiamo apprezzare ancora oggi e con gli anni implementa la raccolta con nuovi elementi che comprendono anche ortaggi e frutti nelle varie fasi di putrefazione.

Museo della frutta, Francesco Garnier VallettiLa splendida collezione pomologica è formata da circa 1400 pezzi, la maggior parte esposti mentre altri sono custoditi in un deposito. Una curiosità è che delle centinaia di frutti in vetrina molto pochi sono gli esemplari di uva ancor oggi esistenti; il motivo e che  Francesco Garnier Valletti per renderli il più possibile realistici utilizzava veri semi di vinacciolo che hanno reso il materiale deteriorabile: un perfezionista!
Oltre alla collezione pomologica il museo espone oggetti storici della Regia Stazione Chimica facenti parte dell’arredo originario, il più interessante un grande baco da seta in papier maché, unico reperto rimasto del Museo internazionale di apicoltura e bacologia.

Museo della frutta, Francesco Garnier VallettiRaccontando la storia della Stazione e sottolineando l’importanza della scienza nell’agricoltura, il percorso museale offre ai visitatori un viaggio tra XVIII e XIX secolo, ma  dà anche un’occasione di riflessione sul valore della biodiversità e sull’evoluzione della produzione e del consumo dei prodotti agricoli oggi.

Indirizzo

via pietro Giuria 15 | Museo della Frutta