Maria Clotilde di Savoia

da | Personaggi Torinesi

Ludovica Teresa Maria Clotilde di Savoia, nata a Torino il 2 marzo del 1843, è stata una donna che affrontava gli impegni che il suo ruolo comportava ‘a testa alta’. La dedizione a Dio e la consapevolezza del ruolo di Principessa di casa Savoia hanno caratterizzato tutta la vita di Maria Clotilde.

Gli equilibri politici necessari a portare avanti il progetto di unificare l’Italia coinvolsero la principessa che fu offerta in sposa a Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte ( nipote del celebre Napoleone). L’intento di Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II era quello di garantirsi un alleato in un periodo che vedeva obiettivo dei Savoia ‘diventare regnanti in Italia‘.
La consapevolezza dell’importanza dell’unione e la convinzione che era una scelta di Dio permisero a Maria Clotilde di Savoia di affrontare la decisione del padre ‘a testa alta ‘ con tutta la dignità di una principessa di Casa Savoia. Maria Clotilde si trasferì così a Parigi e vi rimase fino al 1870 quando, a causa delle rivolte, fu costretta a lasciare la città.

La forte determinazione che caratterizzava il suo modo di vivere ebbero modo di manifestarsi in tutta la sua forza proprio durante quei giorni.
Nonostante i consiglieri di corte la esortavano a scappare dalla città, Maria Clotilde di Savoia rifiutò la fuga e, con tutta la calma di una principessa di Casa Savoia, lascio Parigi a bordo della sua carrozza scoperta passando tra i cittadini francesi e ricevendo gli onori della Guardia Repubblicana.

Maria Clotilde

Vi riportiamo un estratto della lettera scritta da Maria Clotilde indirizzata al padre.
Poche parole che esprimono con forza la personalità della principessa.

«L’assicuro che non è il momento per me di partire […]. la mia partenza farebbe il più pessimo e deplorevole effetto. Non ho la minima paura: non capisco nemmeno ch’io possa aver paura. Di che? E perché? Il mio dovere è il rimanere qui tanto che lo potrò, dovessi io restarci e morirci: non si può sfuggire davanti al pericolo […]. Quando mi sono maritata, quantunque giovane, sapevo cosa facevo, e se l’ho fatto è perché l’ho voluto. Il bene di mio marito, dei miei ragazzi, del mio Paese è ch’io rimanga qui. L’onore persino del mio nome; l’onor suo, caro Papà, se così posso esprimermi, l’onore della mia Patria nativa. Tutto questo glie lo dico, dopo aver riflettuto molto. Lei mi conosce, caro Papà, nulla mi farà mancare al mio dovere. E ci mancherei se io partissi in questo momento. Non tengo al mondo, alle ricchezze, alla posizione che ho; non ci ho mai tenuto, caro Papà, ma tengo ad adempiere, sino alla fine, il mio dovere. Quando non potrò più far diverso, partirò […]. Lei non partirebbe, i fratelli non partirebbero. Non sono una Principessa di Casa Savoia per niente! Si ricorda cosa si dice dei Principi che lasciano il loro Paese? Partire, quando il Paese è in pericolo, è il disonore e l’onta per sempre. Se parto, non abbiamo più che da nasconderci. Nei momenti gravi bisogna avere energia e coraggio; li ho, il Signore me l’ha dati e me li dà. Mi scusi, caro Papà, se forse le parlo troppo liberamente, ma mi è impossibile di non dirle ciò che sento, ciò che ho in cuore. Sia convinto che Mammà mi approva dal cielo.»

Fonte: Wikipedia
Immagine:  Etienne Neurdein (1832-1918) – sconosciuto, Pubblico dominio, Wikipedia

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