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Personaggi Torinesi

Niccolò Tommaseo

Tra i mille simboli che rimandano Risorgimento ce n’è uno che tutti noi abbiamo sfogliato almeno una volta nella vita: ‘Dizionario della Lingua Italiana’.
Nel XIX secolo unire l’ Italia non aveva solo un valore politico ma rappresentava un desiderio che da secoli agitava  le menti di politici, strateghi, sognatori e uomini di cultura che sognavano un unico popolo unito da un’unica lingua, l’Italiano.

Nel 1835 l’editore torinese “Pomba” commissionò a Niccolò Tommaseo la realizzazione del ‘Dizionario della Lingua Italiana’, un opera che doveva essere nuova, dettagliata e racchiudere dentro di se la grandezza di un territorio che poco meno di trent’anni dopo avrebbe ritrovato la propria e naturale unità.

Per la realizzazione dell’opera bisognerà aspettare il 1853 quando, affiancato da Guidoni, vengono decise le linee guida dell’opera. Nel frattempo Tommaseo si trasferisce a Torino nel famoso palazzo ‘Fetta di Polenta’ e  nel 1857 inizia la stesura vera e propria del  ‘Dizionario della Lingua Italiana’, lavoro che proseguirà dal 1859 a Firenze.

Il risultato: un’ opera di grandezza magnifica che diventerà un ennesimo simbolo dell’Italia Unita, un Dizionario che regalerà al Tommaseo una fama che durerà oltre la sua morte grazie a citazioni, targhe, una scuola intitolata, vie e piazze delle città Italiane.

Per ricordare il soggiorno di 5 anni  a Torino di Niccolò Tommaseo nel 1974 il Comune decise di esporre una targa a suo ricordo proprio nella ‘Fetta di Polenta’ in via Giulia di Barolo, e inoltre in via Garibaldi è  presente un altra targa che ricorda un altro domicilio dello scrittore.

Niccolò TommaseoNiccolò Tommaseo

Niccolò Tommaseo era uno scrittore e linguista caratterizzato da un forte patriottismo Italiano (che li procurò non pochi problemi con la polizia asburgica), autore di molte opere che lo resero famoso durante la sua vità.
La sua fama è forse il motivo per cui l’editore ‘Pomba’ scelse lui per la stesura del dizionario.

Niccolò Tommaseo aveva idee molto chiare sul processo di Unificazione d’Italia e queste non prevedevano un Italia unita sotto i Savoia. Dimostro più volte il suo fastidio nei confronti della Casa Reale arrivando a rifiutare i riconoscimenti ufficiali che li venivano offerti e la carica a Senatore del Regno.