Il percorso della Sindone dentro la città di Torino

da | Storie, Storie di Torino

La strada percorsa dalla Sacra Sindone nei secoli precedenti il suo arrivo a Torino é raccontata in mille e più pubblicazioni, siti internet e musei.
All’ interno dello stesso Museo della Sindone è presente una cartina che illustra la lunga strada che ha dovuto percorrere il Sacro Lino per trovare la sua collocazione ideale.
Le varie città europee sono legate da una linea che finisce a Torino dando l’ impressione che il Sacro Telo sia arrivato in città e posizionato fin da subito all’ interno della Cappella della Sindone magistralmente allestita da Guarino Guarini.

Basta curiosare le date dell’ arrivo a Torino della Sindone e l’ anno di costruzione del Duomo di Torino per accorgersi che i due eventi sono lontani più di cento anni tra di loro.
Incuriositi dall’ evidente distanza tra i due avvenimenti abbiamo sentito la necessità di indagare sul percorso della Sindone in più di un secolo di permanenza in una Torino ormai visibile solo nei libri di storia.
Non é stato facile fare questa ricerca e i molti testi da noi consultati spesso ci hanno messo di fronte alla necessita di fare una scelta.

Se avete ulteriori informazioni o correzioni da suggerire vi preghiamo di comunicarcele.
Intanto ve lo proponiamo sperando che lo troviate affascinante come noi abbiamo trovato eccitante scoprire tante curiosità che vi racconteremo.

Emanuele Filiberto di SAvoia porta la Sindone a Torino Perché la Sindone a Torino?
Ufficialmente le motivazioni che portarono Emanuele Filiberto a spostare provvisoriamente la Sacra Sindone da Chambery a Torino, era il desiderio di alleggerire il pellegrinaggio dell’ arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo. Egli infatti, aveva affidato le sue preghiere al Santissimo Sudario affinché il signore ponesse fine al flagello della peste nel 1576 che decimava i popoli lombardi.

Probabilmente le vere motivazione sono da ricercare nella lungimiranza di Emanuele Filiberto. Il giovane duca nel 1563 spostò la capitale del suo regno al di sotto delle Alpi, mettendo al sicuro la sua corte dalla continua minaccia di invasioni che caratterizzava la posizione geografica della precedente capitale Chambery.
Non era tuttavia facile spostare il Sacro Telo! Il culto del Santissimo Sudario era molto forte nell’ alta Savoia, la reliquia era anche oggetto di pellegrinaggi da ogni dove. A Emanuele Filiberto serviva un pretesto, una scusa per spostarlo nella nuova capitale e consacrare agli occhi di Dio e del Papa la sua corte.

L’ occasione si presentò quando, nel 1578, l’arcivescovo Carlo di Borromeo espresse la sua intenzione di andare in pellegrinaggio a Chambery e pregare al cospetto del Cristo.
Come poteva un duca permettere ad un uomo anziano tanto illustre di patire le sofferenze di un simile viaggio?
Ecco che allora Emanuele Filiberto propone di avvicinare la Sindone all’uomo. Deciso il da farsi la Sindone partì in sordina alla volta di Torino, accompagnata dai canonici di Chambery che, non fidandosi del Duca, cedettero il prezioso scrigno dopo avergli fatto firmare una ricevuta che lo costringeva a riconsegnarlo a Chambery.
Il Sacro Telo prende ufficialmente la strada per Torino.

Prima
La sacra sindone ebbe modo di passare nei territori sabaudi al di sotto delle Alpi molto prima di arrivare definitivamente a Torino.
Un primo passaggio risale al 1478 nella città di Pinerolo per poi ricomparire nei nostri territori nel 1494 nella città di Vercelli.
Nel 1535 la minaccia di incursioni francesi e svizzere nella zona della Sabaudia consigliarono a Carlo III di mettere al sicuro la Santa Reliquia sempre nella città di Vercelli.
Oggetto dei desideri del francese Cossé Di Brissac, espugnata Vercelli nel 1553, si mise subito alla ricerca dell’ ambito trofeo sacro desideroso di impossessarsene. Il tentativo risultò però vano grazie al Canonico Andrea Costa che abilmente la nascose agli occhi degli invasori francesi.

Castello di Lucento
5 settembre 1578
Varcate le Alpi, la Sindone attraversa il Colle piccolo del San Bernardo e giunge al Castello di Lucento il 5 settembre 1578 dove ad attenderla trova il duca Emanuele Filiberto.
Nei giorni successivi vengono approntati i preparativi per il corteo che dovrà accompagnare la Sindone durante il passaggio all’interno della ancora piccola Città di Torino.

Santa Maria Ad Praesepe

15 settembre 1578 – Cappella Ducale, Chiesa ‘Santa Maria ad praesepe’
Partito dal castello di Lucento, un maestoso corteo accompagna lo scrigno che contiene la Sacra Reliquia. 700 torce illuminano il passaggio del Nunzio del Papa, 5 vescovi, il Legato della Repubblica, i magistrati di stato, il principe ereditario e il padre, il duca Emanuele Filiberto che nonostante l’insolito caldo torrido della giornata non osò mai coprirsi il capo.
Arrivato in piazza Castello il Sacro Lino trovò la prima collocazione.
Lo scrigno fu posto nella cappella ducale dedicata a San Lorenzo all’interno della chiesa dedicata a Santa Maria ad praesepe‘, fatiscente struttura citata già dal 1177.

La prima ostensione ufficiale avvenne il 29 settembre all’interno del duomo di Torino, in occasione della firma di trattati di pace tra il duca e gli ambasciatori dei cantoni svizzeri.
Secondo quanto riferisce Giulio Cambiano di Ruffia nei sui ‘memorabili’ sembra che in realtà la Sindone fosse stata già esposta il 13 settembre attirando a se un infinito numero di fedeli.
Le cronache ufficiali indicano però il 15 settembre come data di arrivo della Sindone a Torino.

San Carlo Borromeo venera la SindoneIl 6 ottobre 1578 l’ arcivescovo di Milano comincia il suo pellegrinaggio a piedi per pregare al suo cospetto. Arrivato a Torino Carlo Borromeo viene accompagnato dal duca al Duomo di Torino affinché potesse ristorarsi prima di recarsi alla Cappella di San Lorenzo e venerare il Sacro volto.
Il 10 ottobre l’arcivescovo celebra messa nella chiese di ‘Santa Maria ad Praesepe’ dando la comunione anche all’illustre ospite ‘Torquato Tasso’.

chiesa san francesco
1580 – Chiesa di San Francesco
Fin da subito la chiesa di ‘Santa Maria ad presepe’ risulta essere inadeguata ad ospitare l’importante reliquia. Nella metà del XIX secolo il Cardinale Cesare Cibo aveva già minacciato di interdire la struttura se non si provvedeva a lavori di ristrutturazione e decoro sempre più necessari.
Inoltre era in progetto la trasformazione dell’edificio nell’attuale chiesa di San Lorenzo come voto di Emanuele Filiberto per la vittoria di San quintino.
Nel 1580 il Sacro Telo viene spostato nella Chiesa di San Francesco dove rimarrà per sette anni. La corte provvede alle spese per la cura della sacra sindone pagando 244 fiorini ai frati custodi della chiesa.
Il prestigio della chiesa cresce e nel 1586 cominciano i lavori di restauro della stessa, rendendo necessario un nuovo trasferimento per il telo che parte alla volta del Duomo.
Duomo di Torino

1587 – Edicola interna al duomo
Poco prima di morire Emanuele Filiberto ordina al figlio di non organizzare alcuna cerimonia sontuosa per il suo funerale, ma di utilizzare la somma risparmiata per la costruzione di un tempio in onore della reliquia.
La chiesa di San Francesco era prossima ai lavori di restauro che rendevano impossibile la permanenza della Sindone al suo interno e i tempi di realizzazione del tempio voluto da Emanuele Filiberto erano troppo lunghi. Carlo Borromeo, già nel 1582, aveva inviato un proprio architetto alla corte dei Savoia per sottoporre il progetto della costruzione di una cappella all’interno del duomo.
Il trasferimento verso il duomo diventa urgente.
Vengono eseguiti dei lavori per permettere alle madame reali di assistere alle messe senza uscire dal palazzo reale e viene eretta una piccola edicola sorretta da 4 colonne di legno decorate in oro e azzurro. Questo piccolo tempietto rotondo riccamente ornato di fregi, cornici e quattro serafini agli angoli diviene la nuova dimora del prezioso scrigno.

1607 – Tabernacolo interno al duomo
La Sindone viene provvisoriamente spostata al Palazzo Reale per permette lavori di abbellimento alla piccola edicola che ospita il Sacro Lino. Il tempietto viene sostituito da un tabernacolo dorato costruito da Antonino Parentani e da 4 colonne di marmo nero disegnate da Carlo Castellamonte.
Nonostante i primi disegni di Castellamonte per la costruzione della nuova cappella risalgano al 1607, l’attenzione della corte è rivolta all’abbellimento del nuovo tabernacolo oggetto di un continuo adeguamento ai canoni estetici di moda e all’importanza della reliquia.
Il desiderio di Emanuele Filiberto non poteva ridursi a i continui abbellimenti di un tabernacolo. Per quanto sontuoso non corrispondeva alle volontà del duca.
Il 9 novembre del 1611 viene posta la prima pietra per la costruzione della grandiosa cappella tanto desiderata.

1661 – Cappella dei Santi Stefano e Caterina
Nonostante la posa della prima pietra, i lavori per la costruzione della cappella della Sacra Sindone vanno a rilento.
Nel 1657 l’interesse attivo del cardinale Maurizio mette definitivamente in moto il cantiere.
Viene distrutto il tabernacolo e la Sindone viene spostata nella Cappella dei Santi Stefano e Caterina.
Successivamente, il progetto affidato al Guarini, prevede la costruzione di una sontuosa scalinata che faccia da ingresso alla cappella del Sacro Sudario. Il luogo previsto si trova esattamente dov’è collocata la Cappella dei Santi Stefano e Caterina che verrà demolita.
Nel 1685 il Santo Sudario viene pertanto ospitato per pochi giorni nel palazzo reale, per tornare in Duomo laddove sorgeva l’altare di Santo Stefano.

1694 – Cappella del Guarini
Dal 1692 al 1694, la Sacra Sindone, è costretta a trasferirsi nuovamente a Palazzo Reale per permettere di ultimare i lavori all’interno del Duomo.
Il primo giugno del 1694 la Sindone viene definitivamente collocata nella Cappella del Guarini con una sontuosa cerimonia.

Palazzo delle Peschiere del Magnifico Ignazio Pallavicini.

Palazzo delle Peschiere del Magnifico Ignazio Pallavicini. (Genova)

1706 – Genova
L’assedio di Torino costringe la famiglia Savoia a riparare a Genova portando con sé la reliquia e i gioielli della corona.
La carovana dei reali passa da Cherasco, dove viene ospitata all’interno del Palazzo Salmatoris, e da Mondovì, dove viene affidata al Vescovado. Il viaggio prosegue per Ceva, Ormea ed Oneglia.
Il 17 luglio arriva a Genova dove viene ospitata all’ interno del Palazzo delle Peschiere del Magnifico Ignazio Pallavicini.
Terminato l’assedio di Torino, il 2 ottobre la Sindone torna a Torino per essere subito riposizionata all’interno della Cappella del Guarini.

1939-1946 Monastero Monte Vergine
La mania di Hitler di raccogliere reperti storici di valore simbolico oltre che economico, suggerisce ai Savoia di mettere al sicuro la reliquia per eccellenza.
La Sindone viene portata a Roma nella cappella “Guido Reni” all’interno del quirinale, allora residenza dei Savoia, ma la paura di possibili bombardamenti impone l’individuazione di un posto più sicuro. Si pensa a Città del Vaticano ma non viene ritenuto un luogo sicuro.
Il 25 settembre 1939 il Sacro Lino viene trasportato segretamente al Monastero di Montevergine a Mercogliano in provincia di Avellino.
La Sindone partirà per Torino il 29 ottobre 1946, come precedentemente disposto dai Savoia.

Sacra Sindone

1997 – Arcivescovado di Torino
Tutti noi ricordiamo la notte tra l’ 11 e il 12 aprile del 1997. La cappella del Guarini viene duramente aggredita da un incendio che minaccia per la seconda volta il sacro lino.
La Sindone viene portata in salvo dai pompieri che, grazie alle immagini dei concitati momenti, diventano i nuovi cavalieri della Sindone nel mondo, mentre la reliquia viene messa al sicuro all’interno dell’arcivescovado.

OGGI
La Sindone continua ad illuminare una città che cerca le risposte ai cambiamenti che hanno investito Torino negli ultimi 20 anni: il materialismo fa strage di spiritualità, le differenze sociali da peccato diventano traguardo, il bene comune diventa preda dell’ arroganza che si eleva a dio grattando il cielo.

C’è chi vorrebbe la Sindone a Roma e forse un giorno i Torinesi, come a suo tempo i cittadini di Chambery, si troveranno a protestare per un altro spostamento definitivo della Sindone.

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Immagine Sindone: Di Giuseppe Enrie, 1931 – From the Hebrew Wikipedia , Pubblico dominio,

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