Piazza Statuto, sonetto

Piazza Statuto, sonetto

Piazza Statuto

Se dice che un ingrese maneggione
je prese tempo addietro er rodimento
de fa sti porticati in communione
cor Municipio e fece fallimento.
De lujo. quando incoccia er solleone.
l’angelo che sta in pizzo ar monumento
se smiccia l’acqua giù der funtanone
come dicesse: “Mo. me butto drento”.
Poi la piazza se slarga tutto un botto.
e de giorno o de sera. inverno o estate.
occhio a la penna! che sinnò vai sotto.
Laggiu. dar corso Francia. le campagne
verso er tramonto pareno sfumate
su una bianca cornice de montagne.

di Filippo Tartufari

Il sonetto è stato scritto dal Filippo Tartufari che dedicò alcuni sonetti a Torino considerata da lui la sua città adottiva.

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