Piazza Vittorio Veneto

da | Storie di Torino

L’armonia barocca e neoclassica diventa icona urbanistica sabauda.

Piazza Vittorio Veneto, maestosa per i suoi 360 metri di lunghezza e 111 metri di larghezza, suggestiva per i numerosi scorci visibili dal visitatore, rimane al pari di piazza Castello una delle piazze più conosciute e apprezzate da turisti e torinesi.
La creazione della piazza, programmata a partire dal 1817 quando fu deciso l’ampliamento di Torino verso il Borgo Nuovo, venne completata nel 1825 da Giuseppe Frizzi, disegnatore e progettista.
Inizialmente piazza Vittorio venne denominata Piazza Vittorio Emanuele. (l’attuale nome sarà attribuito dopo la I guerra mondiale per ricordare la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto).
Il neoclassicismo, stile predominante nell’ottocento che riprende il gusto del classico con elementi innovativi, si miscela con il barocco, stile prevalente nei portici di via Po, creando agli occhi dello spettatore armonia e senso delle giuste proporzioni.

Piazza Vittorio Veneto

Il Novecento diede a Piazza Vittorio Veneto l’adeguata illuminazione, grazie all’inserimento dei lampioni ‘Impero’ con braccia a cornucopia, creando uno stupendo effetto di luci tra piazza, portici e Po.
Tra fine ‘900 e i primi anni 2000 venne realizzato un parcheggio sotterraneo per utilizzare al meglio lo spazio della piazza.

Oggi Piazza Vittorio Emanuele è punto di riferimento e ritrovo per molti giovani, grazie a locali, birrerie, pizzerie che allestiscono dehor rivolti verso la chiesa della Gran Madre di Dio, costruita nel 1814 per celebrare il ritorno al trono dei Savoia.

 

 

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