Chiesa di San Domenico

da | Chiese di Torino

Se decideste di visitare la Città di Torino attraverso le sue chiese è irrinunciabile una tappa alla Chiesa di San Domenico, unica testimonianza di architettura gotica ancora esistente a Torino.
Uno dei luoghi di culto più antichi della città, la Chiesa di San Domenico fu edificata nei primi anni del XIII secolo dai Frati Domenicani (presumibilmente tra il 1227 e il 1280).

La prima edificazione comprendeva la Cappella delle Grazie, la Sacrestia ed il Presbiterio, l’accesso originale della chiesa si trovava dove ora c’è la Sacrestia a lato del chiostro dei morti.
L’annesso convento fu fatto costruire nel 1260 da  padre Giovanni da Torino che fu anche il fondatore di un importante biblioteca che fece della chiesa di San Domenico uno dei centri della cultura della Città di Torino.
Essendo l’edificio gestito dai Domenicani alla fine del XIII secolo divenne sede del Tribunale dell’Inquisizione di Torino.

Situata tra la via omonima e Via Milano rimase per parecchio tempo senza facciata, datata 1334, e senza campanile, datato 1451.
La chiesa fu rimaneggiata più volte nel corso dei secoli alterandone l’originalità. Nel 1331  alla chiesa furono aggiunte tre campate verso via San Domenico, a cavallo tra XV e XVI secolo vennero aggiunte altre due campate e la facciata fu completamente ricostruita.
Nel 1600 gli interventi più devastanti, vennero interrati i basamenti per portare l’edificio a livello della strada e vennero coperti  tutti gli affreschi; infine nel rifacimento di via Milano nel 1729 da parte di Filippo Juvarra un’intera navata fu abbattuta.
Nel periodo napoleonico tutte le ricchezze della chiesa andarono disperse ed il convento divenne la sede di una loggia massonica.

Chiesa di San DomenicoFu grazie a Riccardo Brayda, nel 1906, che la chiesa di San Domenico riacquistò le antiche sembianze, il restauro curato dall’ingegnere permise il recupero della primitiva bellezza dell’edificio senza eliminare importanti testimonianze di epoche successive.

Sulla sinistra, la Cappella delle Grazie è l’unica testimonianza di affresco trecentesco della città di Torino dove spiccano i dodici apostoli, realizzato da un artista noto come Maestro di San Domenico e all’interno della cappella una tavola del ‘500 chiamata “Madonna della Mela” realizzata da artista anonimo.
Progettata da Luigi Michele Barberis, la cappella del Rosario si trova sul lato destro della chiesa e al suo interno è conservata la splendida pala d’altare del Guercino.
L’opera raffigura la Madonna del Rosario  con i Santi Domenico e Caterina da Siena, circondata da quindici pannelli in legno dorato raffigurante i quindici Misteri realizzati da Stefano Maria Clemente che realizzò anche il pulpito che si trova nella navata centrale.

Chiesa di San DomenicoNella navata di sinistra, nel terzo altare è presente un affresco rappresentante Amedeo IX di Savoia appoggiato allo scettro,  l’opera della seconda metà del XV secolo è stata attribuita ad Antoine de Lonhy.
Degni di nota la Madonna con San Domenico situata nella sacrestia realizzata dal Milocco e l’affresco raffigurante Sant’Antonino Pierozzi realizzato da Giovanni Martino Spanzotti, recuperato dietro il quadro di Santa Lucia, durante un’operazione di restauro.

All’interno della sacrestia è conservato un vessillo che sembrerebbe appartenuto alla flotta sabauda durante la battaglia di Lepanto, che pare sia stato donato da Vittorio Amedeo II di Savoia alla cappella del Rosario dopo la vittoria del 1706, come ringraziamento.

Chiesa di San DomenicoNella chiesa sono sepolti  Pietro Cambiani da Ruffia, uno dei primi inquisitori piemontesi, Filiberto Pingone storico e genealogista e padre Reginaldo Giuliani religioso a seguito degli Arditi della III armata durante la prima guerra mondiale.

Curiosità: durante la peste del 1630, dove ora si trova il gruppo della pietà, fu realizzata un’apertura protetta da una grata per permettere ai fedeli di assistere alle Messe dal sagrato, senza entrare in chiesa e contagiare il convento.

La chiesa di San Domenico

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