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Daniele Brusaschetto, un cantautore industrial

Daniele Brusaschetto possiamo definirlo un “cantautore industriale”, un musicista che non ama scendere a compromessi: ha un idea precisa su cosa e come suonare e ancora più precisa su cosa e come cantare. Torino, a distanza di 20 anni non è ancora riuscita a dare il giusto riconoscimento ad una personalità che, al contrario, ha trovato all’estero un terreno più fertile e attento alla singolarità della sua produzione musicale.
Io, che scrivo, conosco Daniele Brusaschetto da 20 anni e l’ho sempre trovato un genio incompreso, un genio buono,  uno di quei personaggi che non troveranno mai pace e condivido con lui la propensione alla musica come forma di rifiuto a ciò che lede la naturale, pura e spontanea visione della realtà, un modo di fuggire con stile dall’oscurantismo culturale e sociale che tende ad uniformare il tutto.
Erano tanti anni che non prendevamo da bere qualcosa in compagnia, seduti, parlottando del più e del meno, dell’ultimo vinile acquistato o dell’ultimo pedalino per storpiare un altro poco il suono della chitarra. Oggi ci siamo incontrati e abbiamo cominciato a parlare della sua musica e della sua storia musicale, le domande sono un po’ create ad-hoc per dare un senso a questo articolo che nasce come intervista, si sviluppa attorno ad un bicchiere di succo di mirtillo, per tornare ad essere un intervista.

Daniele Brusaschetto, un cantautore industrialPerché hai cominciato a far musica?
Frustrazione! Frustrazione dovuta alla scuola che frequentavo, il Rebaudengo, l’istituto dei Salesiani. Mi sentivo a disagio, non mi piaceva, non sopportavo l’oscurantismo di quel posto e quell’autorità finalizzata a cosa…non lo so! Giravano cassettine di gruppi Metal e Death Metal, mi piacevano e a quell’età non avevo troppi problemi a manifestare i miei gusti. Ho cominciato facendo un corso di chitarra, sempre all’interno dell’ istituto, e in breve tempo ho trovato un modo di rendere più tollerabile l’ambiente che ero mio malgrado costretto a frequentare.
Poi,  i miei capelli lunghi  erano un problema, anche se non so se era la mia capigliatura o la copertina dei Kreator ‘Pleasure to kill’ dietro il mio quadernone.
Certo quella me l’ha strappata il professore d’inglese.

Brevemente, cosa hai fatto prima di diventare il musicista cantautore?
A 15 anni ho cominciato a far musica grazie al centro d’incontro di via Cigna dove era possibile suonare, conoscere e condividere la giusta dose di casino adolescenziale. Tutti, forse tutti, non li ricordo, ma, sono passato attraverso varie band con improbabili nomi che a distanza di anni penso fossero più che azzeccati: Shit for brains, Fallen Sloppy Dead e Mudcake. Si è passati dal far casino a girare tutti i posti dove era possibile suonare.

Daniele Brusaschetto, un cantautore industrialAdesso, sempre brevemente,  nel ’96 inizi il tuo percorso musicale da solista ‘Daniele Brusascheto’.
Nel ’96 ho cominciato a promuovermi come solista, facevo tutto io, dal promoter alla vendita dei Cd, dall’immancabile banchetto al bordo del palco a suonare sullo stesso palco. È stato un lungo periodo spesso faticoso, però mi ha dato tante soddisfazioni e mi ha portato a girare, non dico il mondo, ma quasi tutta l’Europa e gli Stati Uniti con una tournee di 10 date. In  questi 20 anni ho prodotto, non ricordo, un discreto numero di album che …. sono soddisfatto del lavoro fatto e non sono ancora stanco.

Scusa se ti chiedo di essere breve ma gli aspetti musicali sono marginali rispetto alla voglia di parlare di te. Torino?
Torino è la mia culla, ultimamente giro poco ma devo dire che Torino non è male. Sono stato ai Cappuccini e trovo fastidiosi i due parallelepipedi che deturpano il panorama. Non li posso buttare giù, purtroppo, ma almeno adesso posso fare la spesa al Carrefour di corso Montecucco. È figo, puoi comprare la carta igienica alle tre di notte e sembra di essere a New York. Figo!
Ci sono un sacco di posti per mangiare, ovunque e qualsiasi cosa, anche questo è figo, meno i mezzi pubblici, è un casino, vanno lenti e sono scomodi.
Mi piacciono tutte quelle pietre una sopra l’altra che formano il centro storico e la mia ragazza è di Livorno.

Daniele Brusaschetto, un cantautore industrialChe lavoro fai?
Faccio l’ OSS. Si, ok!  Daniele Brusaschetto è operatore socio sanitario all’interno di una struttura che si occupa di disabilità psico-fisiche.

Progetti futuri?
Chi lo sa?

Torino?
Torino!

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Francesco Mulassano e il Torino Synth Meeting

Dietro qualcosa che si materializza c’è l’impegno di diverse persone che mettono a disposizione le proprie competenze per realizzare un progetto che qualcuno ha deciso di trasformare in realtà.
Francesco Mulassano è l’ideatore del Torino Synth Meeting, ambizioso progetto che ha potuto realizzarsi per la prima volta nel 2011, quando, unite le forze con Luca Torasso, si è concretizzata quella che in origine era una semplice idea.
Francesco Mulassano, classe ’79, oggi lavora al politecnico di Torino e passa il suo tempo a smanettare con i pomelli dei suoi sintetizzatori anche se in realtà nasce come chitarrista: sul finire degli anni ‘90 si converte agli strumenti elettronici e nasce il suo personalissimo progetto musicale URBANSPACEMAN.

Francesco Mulassano Torino Synth Meeting StoriaNel 1999 scocca la scintilla che 12 anni dopo avrebbe portato al Torino Synth Meeting.
Durante le trasferte lavorative Francesco fa visita ai negozi di strumenti musicali che incontra nelle varie città e all’ interno di un piccolo negozio di Genova, mentre curiosa tra chitarre e multi-effetti vari, nota una tastiera con i fianchi di legno. Nonostante sia ignaro del funzionamento dei sintetizzatori chiede di poterlo provare.
Non escono chissà quali suoni, anzi, sembra che abbia perso una mezz’oretta per comprendere che i sintetizzatori erano per lui un mondo alieno. Il piccolo Moog Prodigy non suona e quello che emette durante la rotazione dei vari potenziometri è incomprensibile, ma è sufficiente ad illuminare Francesco che decide di comprarlo.
Ecco, possiamo dire che la scintilla del Synth Meeting nasce a Genova e non a Torino ma…

Tornato a casa comincia a studiare le basi della sintesi sonora, acquista un Korg Ms-20 ed inizia un lunghissimo periodo di compravendita di innumerevoli strumenti musicali (non sappiamo se li abbia provati tutti, ma sappiamo che li conosce, sa come suonano e sa come ottenere da loro quello che vuole).
Passano gli anni e alla passione crescente per la sintesi analogica si affianca un periodo di conoscenza e studio del software musicale e la stesura di recensioni musicali che gli permettono di conoscere Luca Torasso anche lui appassionato di sintesi analogica.
L’incontro porta nel 2008 alla nascita del NoiseCollective, un forum, un gruppo, un idea che realizza workshop dedicati al mondo dei sintetizzatori e mette in contatto amanti del settore.

Francesco Mulassano Torino Synth Meeting StoriaFrancesco comincia così a maturare l’idea di creare un evento annuale che attiri appassionati di sintetizzatori. Il know-how c’è, l’amico Luca Torasso oramai è un fidato collaboratore che approva ciecamente l’idea e qualcuno interessato a parteciparci sembra esserci.
Nel 2011 viene organizzata la prima edizione Torino Synth Meeting che attira all’interno del Blah Blah, il famoso locale di via Po, solamente i più attivi del NoiseCollective. Qualcuno dice 15, qualcuno 17, ufficialmente vengono dichiarati 18 partecipanti: praticamente 4 espositori privati, 4 amici degli espositori, 4 fanciulle innamorate e i due organizzatori Francesco e Luca.
Passion Lives Here, si diceva una volta a Torino.
La seconda edizione si svolge nel 2012 sempre al Blah Blah e visto l’enorme successo dell’edizione… balle!
La possibilità di vedere e provare strumenti introvabili circola tra gli appassionati che colgono l’occasione per passare una giornata di confronto con altri patiti dei sintetizzatori. I numeri aumentano ma si fermano a 50 partecipanti.
Stand e strumenti musicali costringono Francesco a spostare la location, la terza edizione del #TSM si svolge all’interno del SuperBuddha dei Docks di via Valprato. L’unicità del meeting suscita l’interesse di Disconet che diventa partner dell’iniziativa ed una prima azienda decide di parteciparvi. La GRP Synthesizer è presente nientemeno che nella persona di Enrico Cosimi, il guru italiano della sintesi sonora.
Tra workshop e espositori privati si raggiunge il fatidico numero dei 100 spettatori e Francesco decide di dare un impronta più nazionale all’evento cercando di coinvolgere le aziende italiane ad esporre i propri strumenti alla quarta edizione.
All’invito rispondono positivamente i più grossi distributori italiani di strumenti musicali che portano in dote alcuni marchi importanti del settore e costringono gli organizzatori ad organizzare la fiera dentro la più ampia Student Zone dei Murazzi. Sono presenti molte aziende italiane, gli spazi si prestano a workshop di elevata qualità e il meeting è un evento che comincia a farsi conoscere anche fuori Torino. A fine giornata si conteranno oltre 400 persone.

Francesco Mulassano Torino Synth Meeting StoriaLa quinta edizione è forse la più facile. La location viene riconfermata, costruttori stranieri entrano in contatto con l’organizzazione per essere presenti all’unica fiera italiana dedicata ad un settore che sembrava essere scomparso dalle manifestazioni italiane.
La giornata attirano più di mille spettatori che passano il tempo a seguire work-shop proposti da aziende famose in tutto il mondo e possono provare gli strumenti musicali messi a disposizione dagli appassionati e dalle varie aziende.
La sesta edizione del TorinoSynthMeeting è ancora da scrivere ma le aspettative sono tante.
La location è stata spostata al Bunker di via Paganini per motivi logistici che esigono spazi più grandi. Le aziende presenti saranno tante e con le ultime conferme si superano i 50 espositori. Per la seconda volta la Roland sarà presente al meeting in veste ufficiale e, segno dell’importanza della manifestazione, quest’anno sarà presente anche la Yamaha che ha scelto i Torino Synth Meeting per la presentazione italiana di alcuni suoi prodotti.

Questa è la storia in breve del Torino Synth Meeting, da piccolo ritrovo di quattro amici al Bar ad evento italiano di rilievo ed unico a potersi confrontare con le grandi fiere che si svolgono nelle città europee. Francesco ha avuto una grande idea che grazie all’amico Luca Torasso è diventata realtà, una realtà che quest’anno ha avuto anche il patrocinio del Comune di Torino, del Dams e del IMSTA.
Cosa diavolo è l’IMSTA? L’ IMSTA è l’ente americano che raccoglie i produttori di software musicale e promuove l’uso consapevole e legale del software musicale. Un ulteriore segnale che del TSM se ne parla anche oltreoceano.
Francesco Mulassano, oltre a tutto ciò, nel 2004 ha fondato Ultrasonica, un portale di musica indipendente ed è stato membro della purtroppo disciolta Tacuma Orchestra. Oggi suona nei Space aliens from outer space, è mente attiva del progetto musicale GiAnts e, posso dirlo, anche amico mio.

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Giovanna Astrua, la voce più bella d’ Europa

I tempi cambiano ma per raggiungere la perfezione i metodi sono sempre gli stessi, esercizio, gavetta e talvolta una predisposizione che solo madre natura può dare, come nel 1720 quando a Graglia, piccolo paese in provincia di Biella, nasce Giovanna Astrua.
La  giovane cantante  dimostra fin da subito una dote naturale per il canto e la musica che educa andando a Milano dove si forma per esordire a Torino nel 1737.
Inizia nella capitale Sabauda la carriera artistica della voce più bella d’ Europa, come ebbe a definirla Voltaire. In breve tempo la sua fama la porta in tutti i teatri italiani e successivamente in Germania dove Giovanna Astrua si stabilisce come cantante alla corte di Federico II.
La sua voce non passa inosservata e la sua fama raggiunge tutte le corti europee.

Giovanna Astrua canta per Vittorio Amedeo III

Nel 1750 viene richiesta espressamente dai reali sabaudi che la vogliono per cantare durante il matrimonio di Vittorio Amedeo III con Maria Antonietta Ferdinanda. In quella stessa occasione, finito probabilmente il matrimonio, si esibisce anche  dove oggi sorge la Gran Madre: ai tempi esisteva un tempietto pagano perfetto per rappresentare  ‘Fetonte sulle Rive del Po’, opera composta dal torinese Giovannantonio Giaj sul libretto di Giuseppe Baretti, luogo dove secondo la leggenda Fetonte sarebbe caduto dal suo carro.
Pochi anni dopo si ritira dalle scene a causa di problemi alla voce e purtroppo nel 1757 la tubercolosi spegne la giovane e grande cantante.

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Romanino Carro Fetonte Buonconsiglio” by LauromOwn work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.
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Teresina Tua, l’ Angelo del violino

Tua Maddalena Maria Teresa, Teresina Tua, Angelo del Violino, Contessa Franchi Verney della Valletta, Contessa Teresa Tua Quadrio, Madre Maria del Gesù.  Un nome per ogni periodo della vita di ‘Teresina Tua’: la più grande violinista del mondo, la più bella, la più dolce, la più brava, la più caritatevole e, ci permettiamo di dire, la più ben vestita.

Per capire l’ importanza di Teresina Tua bisogna fare un salto indietro nel tempo a quando non esistevano dischi in vinile, compact disc ed internet.
Quando la musica la potevi ascoltare solamente dal vivo e tutti conoscevano l’ Angelo del violino.

Teresina Tua S36_F10101Siamo a Torino, nel 1883!
Teresina Tua, nata a Torino il 24 aprile 1866, è una graziosa ragazza torinese di diciassette anni. Il suo nome è conosciuto in tutta Europa, ogni concerto è esaurito, la folla la acclama, le scene di isterismo non mancano e i regnanti europei la vogliono ascoltare una seconda volta. I più grandi musicisti europei hanno suonato con lei, l’ hanno ascoltata, consigliata e ammirata: Giuseppe Verdi, Richard Wagner, Liszt e tanti altri. In Spagna, Francia, Belgio, Inghilterra ed Italia la sua fama la precede. La vogliono negli Stati  Uniti e in  Russia e lei gli accontenterà.  Teresina Tua è la più grande violinista del mondo, una violinista Torinese, un prodigio voluto da Dio, lei è l’ Angelo del violino.

Teresina Tua eredita dal padre Antonio, violinista dilettante, la passione per la musica. Ogni sera strimpella con il violino di famiglia, quando un giorno,  la piccola bambina riproduce le melodie della Sonnambula di Bellini ascoltate la sera prima a teatro.
Il padre capisce che c’è qualcosa nella piccola Teresa che bisogna coltivare: compra un violino costruito appositamente dal liutaio Antonio Guadagnini per la piccola Teresina ed alla madre una chitarra per accompagnare la figlia durante le lezioni.
Un anno dopo il  Quartetto Tua comincia ad esibirsi con successo nelle piazze della città di Torino. Ogni esibizione ha sempre lo stesso rituale: sopra un tavolo viene fatta posizionare Teresina, attorno a lei si posizionano il papà Antonio Tua alla viola, la mamma Marianna Rabino alla chitarra e un amico di famiglia nel ruolo di secondo violinista.
Dopo una lunga serie di concerti Antonio decide di lasciare l’ austera e seriosa Torino per dirigersi verso Nizza dove Teresina prende alcune lezioni dal violinista Zucchi e viene notata da una sconosciuta signora che scrive, per il piccolo prodigio, una lettera di presentazione da consegnare a Lambert Joseph Massart, insegnante di violino al conservatorio di Parigi.

teresina tua S36 F10092A Parigi Teresina Tua studia in compagnia di Debussy, vive in un ambiente culturalmente euforico anche se le difficoltà  della famiglia mettono a rischio la possibilità di diplomarsi. Lambert Joseph Massart ne viene a conoscenza e, non potendo accettare di perdere la fanciulla, coinvolge dieci amici a versare 30 lire al mese per mantenere la ragazzina e la famiglia fino al giorno del suo diploma che arrivà nel 1879.
Poco dopo Teresina Tua vince il premio Nicodami che gli permette di accantonare i primi soldi per comprare uno Stradivari, e comincia un periodo di concerti e successi che la portano nelle capitali europee diventando l’ Angelo del violino ed ottenendo anche il riconoscimento dell’ uomo considerato il più grande violinista vivente Joseph Joachim.
La fama di Teresina arriva in  Francia, Belgio, Spagna ed Italia prima ancora dei suoi concerti: Genio, passione, virtuosismo, capacita tecnica e sentimento non si possono scrivere sul pentagramma ma sono la firma di Teresina.

Teresina Tua conosce la buona educazione e conosce il mondo. Parla il francese, tedesco e il russo, è gentile con chi gli rivolge parola, è impeccabile nel vestire, è dolce e garbata nei modi, ed è attenta alle persone in difficoltà con aiuti economici, borse di studio e concerti di beneficenza.

Nel 1883 arriva il primo grande dolore, la madre Marianna Rabino si toglie la vita. Lo shock è troppo forte e Teresina sospende l’ attività concertistica fino al 9 maggio 1884 quando si ripresenta al Teatro Regio di Torino: seguiranno Europa, Stati Uniti e Russia (la prima concertista donna ad avventurarsi nella lontana Siberia).
Teresina Tua S36_F02005Nel 1889 sposa il conte Franchi-Verney critico musicale e compositore attivo nella città di Torino come promotore dei Concerti Popolari e socio con Stefano Tempia dell’ Accademia di canto. Teresina Tua da alla luce due gemelli che muoiono prematuramente e la costringono ad assentarsi dalle scene per due lunghi e pesanti anni.
Faticosamente riprende il controllo della sua vita trovando conforto nella musica e nell’ attività di beneficenza.
Nel 1913, due anni dopo la morte del marito a seguito di una lunga malattia, si sposa  con Emilio Quadrio e si trasferisce a Sondrio. Gli viene  affidata la cattedra del Conservatorio di Milano per meritata fama e singolare perizia e nel 1915 tiene l’ultimo concerto nella città di Trieste. Teresina è cambiata!

Gli anni passati a Sondrio in compagnia di Emilio Quadrio vedono Teresina Tua impegnata in opere di beneficenza, all’ attenzione verso i bisognosi ed al mondo della cultura.
Con il marito costruiscono Palazzo Quadrio, ritrovo culturale frequentato da una cerchia ristretta di amici e personaggi della cultura e della musica.
Durante la Prima Guerra Mondiale si attiva come crocerossina all’ ospedale di Torino, organizza le signore che operano nell’ ospedale di campo della città di Sondrio e all’ indomani del conflitto dona una cospicua somma per i mutilati e gli invalidi di guerra.
Il suo impegno viene riconosciuto con tre medaglie d’ argento da parte del Ministero della Guerra, del Ministero degli Interni e della Croce Rossa .
Nel 1924 i coniugi Quadrio lasciano Sondrio per trasferirsi Roma dove Teresina insegna all’ accademia di Santa Cecilia e si dedica alla beneficenza: ingenti somme vengono donate a molte famiglie e ad istituti impegnati nell’ aiuto ai bisognosi.

Teresina Tua S36_G02408Nel 1933 muore  Emilio Quadrio e Teresina si ritrova ad essere l’unica erede di tutti i beni.
Dona al comune di Sondrio ‘Villa Quadrio’ a patto che rimanga a disposizione per attività culturali.
Acquista un grande convento a Firenze per offrirlo all’ Istituto dell’ Adorazione Perpetua affinché le suore potessero iniziare la loro opera benefica.
Tutti i suoi averi vengono dati in beneficenza per borse di studio ed attività benefiche.
I suoi strumenti lo Stradivari, l’ Amati, un piano Bechstein, gli archetti, i quadri, le sculture e altri oggetti d’arte vengono donati al Conservatorio di Torino.
Nel 1940 Teresa si trasferisce definitivamente a Roma chiudendosi in convento e diventando Suor Maria del Gesù . . . . . .

Dopo aver scoperto la vita di Teresina Tua si rimane un po perplessi, è difficile comprendere le scelte di una donna che ha dedicato la sua vita ad una costante ricerca di quel qualcosa che non è tangibile. È  facile commentare in modo sarcastico certe sue scelte, come è ancora più facile non raccontare quanto era forte il suo impegno sociale limitandosi ad  esporre solo le sue qualità musicali.
Dobbiamo ringraziare Anna Trombetta e Luca Bianchini che hanno raccolto tutta l’ esperienza di Teresina Tua nel libro L’ angelo del Violino e ci hanno permesso di conoscere questa  grande donna.

Il libro lo si trova abbastanza facilmente e vi consigliamo di leggerlo perché vengono raccontati tanti avvenimenti come il rapporto con Joseph Joachim, la visita a casa di Giuseppe Verdi, i concerti con Arturo Toscanini e tanti altri.

Teresina Tua Targa TorinoQuello che noi ci domandiamo è perché non abbiamo una strada intitolata a lei? Anche un pezzettino di via Verdi andrebbe bene, d’ altronde era un suo grande ammiratore.
Per fortuna, ma molto in ritardo, in via San Massimo 11 è stata posta una targa che ricorda il luogo dove è nata Teresina Tua: fulgida figura di violinista insigne e docente preziosa di arte musicale.

 

Wir bedanken den Goethe Universität für die Eraubnis um die Bilder von Teresina Tua zu benutzen.
Ringraziamo la Goethe-Universität Frankfurt am Main  per averci messo a disposizione le immagini di Teresina Tua.
Numero di catalogo immagini: S36_F10095, S36_F02005, S36_F10101, S36_G02408, S36_F10092.
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Targhe e Lapidi

Giacomo Puccini a Torino

QUI
PER LA PRIMA VOLTA A TORINO
DAL 24 GIUGNO AL 6 LUGLIO 1884 DIMORÒ
GIACOMO PUCCINI
COLTIVANDO LEGITTIME ASPIRAZIONI
A UNA GLORIA SUBALPINA DESTINATA
A SCHIUDERGLI LE VIE DEL MONDO

A IMPERITURO RICORDO
L’ASSOCIAZIONE “AMICI TEATRO REGIO”

FEBBRAIO 1997

Nel 1884 il grande Maestro Giacomo Puccini soggiorno a Torino in via Sant’Agostino dal 24 giugno al 9 luglio.
Sempre a Torino, 9 anni dopo il 1° febbraio  del 1884, grazie alla rappresentazione di Manon Lescaut al Teatro Regio, Giacomo Puccini entrò di diritto nell’olimpo dei musicisti universali.

Per ricordare la prima permanenza del Maestro nella nostra amata città, nel 1997 l’associazione “Amici del Teatro Regio” pose una targa a ricordo del grande artista Italiano.

targa sita in via sant’ Agostino 15, Torino

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Mario Lamberto

Mario Lamberto è nato a Torino il 22 marzo del 1957, si è diplomato in Composizione, Direzione d’Orchestra, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro con il massimo dei voti e la lode.

Ha studiato con Franco Ferrara ai Corsi di Perfezionamento di Direzione d’Orchestra dell’Accademia Chigiana di Siena, della Scuola di Musica di Fiesole e dell’Ente Arena di Verona, conseguendo i relativi Diplomi di Merito. Ha inoltre frequentato il Corso di Alto Perfezionamento Professionale tenuto da Vladimir Delman a Parma e il Corso di Alto Perfezionamento tenuto da  Aldo Ceccato a Saluzzo.

Ha diretto l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ungherese, l’University of Georgia Festival Orchestra di Atlanta (USA), la Bacau e la Brasov Philharmonie (Romania), la Jelenia Gora Symphony (Polonia), l’O.R.T. di Firenze, la “Haydn” di Bolzano, i Pomeriggi Musicali di Milano, le Orchestre Sinfoniche di Parma, Sanremo, Ivrea, Bari e Lecce, la Filarmonica di Torino, le Orchestre da Camera di Padova, Mantova, Torino e altre importanti Orchestre in Italia e all’estero.

E’ stato invitato al Festival Wratislavia Cantans di Wroclaw, ha diretto il “Rigoletto” al Teatro dell’Opera di Bytom e di Katowice (Polonia) e la prima esecuzione moderna dell’edizione originale de “Il Mondo della Luna” di N. Piccinni all’omonimo Teatro di Bari.
Ha collaborato con il Teatro Regio di Torino ed è stato vicedirettore Artistico dell’Accademia “Stefano Tempia” di Torino. Dalla stagione di concerti 2009-2010 è stato nominato Primo Direttore Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Rivoli.

Mario Lamberto

Come compositore, ha scritto “Fantasia di Natale”, pubblicato da Bérben Edizioni e un completo arrangiamento per piccola orchestra delle Polke e dei Valzer di J. Strauss sr. and jr..

Il suo vasto repertorio spazia dal Barocco alla musica contemporanea e comprende i capolavori sinfonici, sinfonico-corali e operistici della grande tradizione, unitamente a composizioni di più raro ascolto.

Svolge l’attività di docente presso il “Conservatorio Giuseppe Verdi” di Torino: dal 1978 di Musica Corale e Direzione di Coro e, dal 1999, titolare della cattedra di Direzione d’Orchestra. Tiene inoltre corsi di perfezionamento di Direzione d’Orchestra e di Impostazione Vocale.

© Testo e immagine gentilmente concessi da Mario Lamberto – www.mariolamberto.com

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Ernesto Bonino, Mister Swing

Ernesto Bonino, Mister Swing

Davanti ad una tazza di cioccolata fumante due chiacchiere con mamma e finiamo a parlare di musica, quella dei suoi tempi che in qualche modo le fa ripercorrere la sua giovinezza ed i momenti più piacevoli che l’hanno coinvolta.
– Certo che quella era altra musica, altri cantanti-,
mi dice.
– Ricordo a diciotto anni, spesso andavo a trovare una mia amica, Simona, mi pare si chiamasse, eravamo molto diverse ma andavamo d’accordo, bei tempi…
– Bé, comunque, spesso il sabato lo passavamo insieme,era di Tricerro, un piccolo paesino del vercellese, e in una di quelle occasioni in una calda serata estiva siamo andate a vedere uno spettacolo di Ernesto Bonino, “Mister Swing”.
– Che musica! Che ritmo! Quanto abbiamo ballato! E poi era proprio un bell’uomo, con quelle ondine impomatate in testa!

Mi incuriosisco e scopro che Ernesto Bonino nasce a Torino il 16 gennaio del 1922 ed inizia a lavorare giovanissimo per aiutare la famiglia.
Muove i primi passi nella musica nella sua città, come tanti altri, attraverso night e locali notturni. Torino alla fine degli anni trenta era una città musicalmente in fermento, artisti come Fred Buscaglione, il Duo Fasano e tanti altri hanno movimentato i torinesi negli anni cinquanta.
Ernesto Bonino è stato lanciato dallo scopritore di talenti Carlo Prato che nel 1941 gli fa avere un’audizione all’EIAR, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche in via Bertola, 21 e il successo diventa cosa facile.
Ernesto Bonino diventa famoso con la canzone “Tango Argentino” a cui ne seguirono molti altri che lo portano ai vertici musicali. Il suo ritmo sincopato diventa celebre in tutta la penisola e collabora con i più importanti artisti del periodo, ne è un esempio “La famiglia canterina” con il noto Trio Lescano.

I maggiori successi di Ernesto Bonino li raggiunge all’estero. Alla fine degli anni quaranta una lunghissima tournée in America Latina ed il successivo trasferimento a New York, dove canta nei più importanti locali della grande mela.
Ritorna in Italia alla fine degli anni cinquanta, partecipa al Festival di Sanremo del 1962 per poi ripartire per una nuova tournée europea, ma i tempi cambiano e la musica li segue inesorabile, arriva il declino ed Ernesto Bonino si trasferisce a Sanremo dove apre una propria attività.
Alla fine degli anni ottanta a seguito di un intervento perde del tutto la voce e successivamente si ritira nella casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi di Milano, dove muore il 29 aprile del 2008.

Immagine: Di ignoto – Radiocorriere, Pubblico dominio, Wikipedia
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Gaetano Pugnani, il violinista virtuoso

Gaetano Pugnani, nato a Torino il 27 novembre 1731, è stato un celebre violinista e compositore passato alla storia come ‘virtuoso’ dello strumento.

Prodigio del violino, all’ età di soli 10 anni era membro effettivo dell’orchestra del Teatro Regio di Torino e all’età di 21 anni fu nominato ‘Primo Violino’ della Cappella Reale.
Nel 1770 divenne ‘Primo Violino’ del Teatro Regio, ruolo di prestigio che portò a successive nomine come direttore generale della musica strumentale e direttore della musica militare.

Le sue capacità tecniche e l’indubbio estro artistico lo resero un personaggio di spicco della corte Sabauda, la quale favorì le sue tournee nei teatri e nelle corti europee come quelle di Londra, Parigi, Vienna e San Pietroburgo.

Gaetano Pugnani

Oltre ad essere un eccellente virtuoso del violino, compose varie opere che non riscossero una successo pari alla sua fama concertista.

Di Anonimo, Pubblico dominio, Wikipedia
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Fred Buscaglione

Fred Buscaglione Il Gangster Americano di Torino

Ferdinando Buscaglione, nato a Torino il 23 novembre del 1921, è stato un icona della musica, una celebrità che durante la sua breve carriera ha lasciato il segno nella memoria collettiva degli Italiani.

La sua propensione musicale è evidente fin dalla giovane età quando ad 11 anni viene ammesso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino che abbandonò tre anni dopo, preferendo esibirsi in svariate orchestre come polistrumentista. Al ritorno dalla guerra, dopo l’esperienza con gli Asternovas, comincia a girovagare per l’ Europa esibendosi in svariati locali notturni e da inizio alla collaborazione artistica con Leo Chiosso che porta alla registrazione del primo singolo di ‘Che Bambola’.

Il successo del primo singolo ‘Che Bambola’ dà il via ad una produzione immensa di canzoni raccolte in oltre 120 pubblicazioni tra 16 giri, 33 giri, 45 giri, 78 giri, e EP.

Da questo momento in poi l’immagine da gangster americano di Fred Buscaglione diventa un icona nazionale entrando in tutte le case degli Italiani attraverso le sue canzoni, le sue interpretazioni in svariati film e le copertine di quasi tutti i giornali italiani del periodo.

Fred Buscaglione morì nel 1960. I funerali si svolsero in una Torino invasa da ammiratori e artisti che desideravano portare il loro omaggio all’artista.

 

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Alfredo Casella, il Rinnovamento musicale italiano

Alfredo Casella, nato a Torino il 25 luglio 1883, è stato tra i massimi responsabili del ‘Rinnovamento musicale italiano’.
In un Italia  dominata dalla musica operistica, il polivalente pianista, compositore, direttore d’ orchestra e curatore, diede inizio al rinnovamento musicale  della nostra penisola attraverso la conoscenza delle diverse culture e sensibilità musicali che imperversavano in Europa.

Trasferitosi in Francia, dopo una prima introduzione al pianoforte da parte della madre, all’età di 13 anni Alfredo Casella si iscrive al Conservatorio di Parigi.
Il lungo periodo parigino contribuisce in maniera determinante alla sua formazione musicale.
Alfredo Casella ho modo di formarsi in un ambiente culturalmente più aperto e non dominato dalla musica operistica che in Italia avevava trovato la sua dimora ideale.
Dopo la composizione della sua prima sinfonia, con la stessa, debutta come direttore d’ orchestra nel 1908 a Montecarlo.

Alfredo Casella, il Rinnovamento musicale italiano

Alfredo Casella

Nel 1915 viene chiamato ad insegnare al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma ed Alfredo Casella coglie l’occasione per organizzare una serie di iniziative volte ad espandere la sensibilità musicale italiana.
Organizza una serie di concerti con opere di  Ravel, Debussy, Strawinsky e altri compositori che attirano il nervosismo degli ambiente musicali romani più chiusi e conservatori.
Nel 1917 fonda l ‘Associazione Nazionale di Musica‘ allo scopo di mettere in contatto le varie realtà musicale impegnate nella conoscenza della musica contemporanea e delle antiche opere dimenticate.
Nel 1923, in collaborazione con Gabriele D’Annunzio, nasce la ‘Corporazione delle musiche nuove‘, un iniziativa che intendeva facilitare la conoscenza delle tendenze musicali europee relative alla musica contemporanea.
La sua collaborazione con  Arturo Bonucci e Alberto Poltronieri diede vita nel 1930 al  ‘Trio Italiano‘, esperienza musicale che portò alla  notorietà il nome di Alfredo Casella.
La città di Torino ha omaggiato Alfredo Casella con una targa che ricorda il suo luogo di nascita, in via Cavour all’altezza del numero 41.

La BBC ha una pagina dedicata all’ artista Torinese dove è possibile approfondire ed ascoltare alcune delle musiche composte dal pianista torinese.

Alfredo Casella sulla BBC

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L’ immagine è tratta dalla pagina http://www.bbc.co.uk/music/artists/59cf3a7f-0eef-4e11-ae69-a2b75feab47f