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Atlante, telamone e cariatide!

Partiamo dal principio . . . e principio per noi vuol dire cultura classica,  quella di origine greca che nonostante i millenni condiziona (per fortuna) il nostro modo di vivere, pensare, concepire e costruire.
Cinema, arte, letteratura e videogiochi riprendono i vecchi racconti, li rielaborano e li ripropongono a modo loro spesso lasciando irrisolti vuoti narrativi.
Non pretendo di scrivere un bestseller, ma voglio divertirmi anche io a rivedere a modo mio questi racconti o per essere più precisi ‘Miti’.

Atlante, telamone e cariatide!

In principio c’era il titano Atlante figlio di Zeus, ma forse di Giapeto o Poseidone, ma cosa più importante nipote di quel Crono che per paura di essere spodestato dai propri figli non aveva trovato soluzione migliore che quella di divorarli.
Diamo per certa la paternità di Zeus e andiamo avanti con il racconto.
In un modo o nell’altro i figli prendono il posto dei padri e questo valeva anche per Zeus che sconfitto il padre Crono non perdonò il proprio figlio per essersi alleato con il nonno.
La punizione: Atlante doveva sorreggere per l’eternità la volta celeste.

Possiamo dire così che Atlante è colui che ‘sorregge’. Nell’antica Grecia la colonna con figura umana maschile sulla quale pesava la trabeazione o la cornice veniva appunto chiama ‘Atlante’.

Atlante, telamone e cariatide! Poste e Telegrafi

Telamone e Cariatide

Arrivano poi i Romani e Vitruvio  dà un nome  ben preciso a queste colonne: Telamone e Cariatide.
Adesso la domanda che sorge spontanea è: chi sono Telamone è Cariatide?

Telamone era un eroe greco con diverse avventure alle spalle e famoso per aver, diciamo, offeso Ercole.
Entrato per primo a Troia, Telamone  suscita l’ira del figlio di Giove che per vendicarsi decide di ucciderlo.  Per placarne l’ira, Telamone costruisce in fretta e furia, con le pietre disponibili, un tempio dedicato ad Ercole.
Esistono altri racconti, ma quello che sembra certo è che la parola latina TELAMON deriva dal greco τελαμών che significa sostenere.

Cariatide deriva dal nome karyàtis che signifia ‘donne di Karya’. Famose per la loro bellezza, furono però ridotte in schiavitù per aver dato appoggio ai persiani.
Gli scultori greci cominciarono a raffigurare queste donne nelle colonne dei templi e delle costruzioni.
Anche in questo caso esistono varie teorie sul significato del nome e probabilmente il nome deriva dalle statue femminili ritrovate ad Atene chiamate Korai (ragazze)

Via San Francesco da Paola, Atlante, telamone e cariatide!

In architettura qualsiasi elemento che sostiene ha un nome preciso, ben definito e di inoppugnabile chiarezza.
Noi siamo a Torino e in questo caso stiamo parlando dei ‘Portoni di Torino’.
Sono molti, tutti affascinanti, alcuni estremamente pomposi, altri più discreti, ma tutti con queste affascinanti sculture umane che sembrano sorreggere l’intero palazzo, anche se in realtà hanno solo una funzione decorativa.

Probabilmente queste sculture hanno una propria anima e  credono in quello che fanno interpretando bene il loro ruolo.

Sostanzialmente ne abbiamo di due tipi: maschili e femminili.
Telamone: rappresenta la figura maschile, traspare sempre lo sforzo dell’atto che stanno compiendo ma il loro atteggiamento è sempre fiero ed eroico.
Cariatide: rappresenta la figura femminile, dolce, sensuale e sempre calma come se l’azione fosse compiuta con delicatezza materna, cura e amore.

Spero in questo modo di aver chiarito l’origine dei nomi tecnici delle colonne che decorano molti Portoni di Torino e come da copione vi saluto .

. . . titoli di coda …

E in corso Luigi Einaudi

a Genova