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Curiosità di Torino

Le 4 navi del principe Eugenio di Savoia

Il principe Eugenio di Savoia è stato ed è un personaggio che gode di particolare prestigio, un uomo che ha lasciato un profondo solco nella storia sabauda, austro-ungarica ed europea.
Secondo alcuni  era un semplice mercenario, privo di scrupoli ed umanità, al soldo del finanziatore del momento, per altri invece è stato uno dei più grandi ed abili strateghi militari e su di lui sono state scritte tante storie.
Mentre in Italia, e in particolar modo a Torino, la sua figura è legata all’ Assedio di Torino e alla sua grande raccolta di opere oggi custodite alla Galleria Reale, nel resto d’Europa lui viene omaggiato e ricordato per il suo contributo alla difesa di Vienna minacciata dai Turchi, per le sue battaglie durante la guerra di successione,  per le vittorie conseguite sui campi di battaglia e per le sue abilità militari.
I più devoti alla figura del condottiero erano sicuramente gli austro-ungarici, direttamente coinvolti nelle vicende del principe che si sentiva più austriaco che italiano, ma quando si approfondisce l’ argomento ci si accorge che, effettivamente, il principe Eugenio è stato una sorta di mito, un punto di riferimento per tanti uomini di guerra venuti dopo di lui.
Un nome in grado di motivare gli uomini che, loro malgrado, nel ‘900 erano costretti a combattere sui campi di battaglia ed a mantenere operative le navi che salpavano gli oceani.
Bene!
Ben quattro navi sono state dedicate al Principe Eugenio e già il numero la dice lunga sull’ importanza del condottiero sabaudo e sull’ alone di mito che circondava il suo nome.
Una nave intitolata non è una cosa da poco e prestare servizio su una di queste forse,  ma non lo sappiamo, era un onore, motivava gli uomini a bordo e li illudeva di essere invincibili.

SMS PRINZ EUGEN
L’ SMS Prinz Eugen è la prima delle 4 navi dedicate al principe sabaudo. Costruito per la regia marina austro-ungarica, questo incrociatore viene varato il 30 novembre 1912 ed entra in servizio durante la prima guerra mondiale sparando contro le coste italiane all’altezza di Ancona.
La nave era lunga 152 metri, l’ equipaggio era formato da 1044 uomini impegnati a combattere contro il Regno d’Italia fino alla sua cattura avvenuta da parte delle forze italiane.
Alla fine della guerra la nave viene consegnata ai francesi come bottino di guerra e nel 1922 viene affondata dopo la decisione di utilizzarla come bersaglio per le esercitazioni navali.

HSM PRINCE EUGENE
La Prince Eugene è stata una nave battente bandiera britannica e tra le tutte è quella che ha avuto vita più breve. Varata il primo febbraio del 1915 dalla Royal Navy, la nave vedetta viene dedicata al condottiero sabaudo per ricordare il suo ruolo di comandante al fianco del duca di Marlborough  durante la guerra di successione spagnola. La nave era lunga 102 metri e fu impiegata durante la prima guerra mondiale. La ‘Prince Eugene’  fu demolita nel 1921 dopo solo 6 anni di vita.

Prince EugeneEUGENIO DI SAVOIA
La ‘Eugenio di Savoia’ viene varata dalla Regia Marina Italiana nel 1935 e entra in servizio un hanno dopo.
Lunga 186 metri e con un equipaggio  di 578 uomini partecipa alla seconda guerra mondiale cambiando bandiera subito dopo l’armistizio del l’8 settembre 1943.
Alla fine della guerra la ‘Eugenio di Savoia’ cambia nome diventanto la ‘Elli’ e passa allo stato greco come riparazione ai danni di guerra. Sotto la bandiera ellenica, la nostra ‘Eugenio di Savoia’ sarà nave ammiraglia fino al 1965 quando, a seguito del suo disarmo, viene convertita in prigione fino al 1973 per venire poi demolita.

PRINZ EUGEN
La Prinz Eugen era un incrociatore pesante della marina militare tedesca, più grande di tutte misurava 210 metri e vantava un equipaggio composto da 1450 uomini.
Viene varata il 22 agosto del 1938 e allo scoppio della guerra viene subito impegnata negli scontri più cruenti fino al 1943 quando, colpita da un siluro,  viene messa in stato di manutenzione.
Tornata sulle acque come nave scuola per allievi ufficiali, quando la guerra prende una brutta piega per il reich, la Prinz Eugen viene impiegata per difendere la ritirata dei tedeschi dal mare baltico.
Finita la guerra, l’ incrociatore tedesco  passa di mano agli inglesi come  riparazione ai danni di guerra per poi  passare agli americani che decidono di utilizzarla come bersaglio per test nucleari.
La nave passa indenne il primo test ma non passa il secondo: gravemente danneggiata, imbarca acqua e finisce la sua vita nei pressi dell’ atollo Kwajalein dove affonda inesorabilmente.
Oggi la Prinz Eugen è diventata meta degli appassionati di immersioni subacque e noi possiamo vedere il relitto grazie a Google Maps.

Per chiudere vi proponiamo dei video interessati
Incrociatore Eugenio di Savoia – 1940 – Lancio di aereo da catapulta

Battle Cruiser Prinz Eugen

Immagini
SMS Prinz Eugen
Austria-Forum | ShipModels.info |  Monocrhome Specter | Wikipedia
HMS Prince Eugene
ModelWeb
Eugenio di Savoia
Wikipedia | Naviearmatori.net | Marina.difesa.it
Prinz Eugen
www.prinzeugen.com | Wikipedia | Wikipedia
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Curiosità di Torino

Galleria delle battaglie

Come abbiamo raccontato nell’ articolo “Eugenio di Savoia. Le philosophe guerrier”, il principe sabaudo, oltre ad essere l’ abile stratega che ha anche  liberato Torino, era amante delle arti e, nel suo palazzo  a  Vienna, aveva una ‘Galleria delle Battaglie’ tutta sua.
Avere una galleria delle battaglie era frequente fra i regnanti…ne avrà una il Principe di Carignano, una Carlo Emanuele III e anche Vittorio Emanuele, non ancora re, nei suoi appartamenti al Castello di Rivoli. Un genere vero e proprio quello della Pittura di Battaglie.

Galleria delle battaglie, battaglia di TorinoAll’ interno della Galleria Sabauda si trova il celebre dipinto ‘La battaglia di Torino 1706’.
Il  magnifico dipinto  fa parte della serie di dieci commissionati a von Huchtenburg dal principe Eugenio di Savoia Soisson per celebrare i propri successi militari. Essi illustrano due episodi cui il pittore olandese ebbe modo di assistere in prima persona, come parte del seguito di Eugenio.

La serie riscosse un immediato successo, fu replicata in dimensioni ridotte e riprodotta nelle incisioni destinate ad illustrare il volume encomiastico sulle Batailles gagnées par le serenissime prince Fr, Eugène sur les ennemis de la foi  pubblicato nel 1720.
Alla morte di Eugenio, nel 1736, l’intero ciclo passò in eredità alla nipote, Vittoria di Savoia Carignano. L’anno seguente le tele furono acquistate da Carlo Emanuele III e trasferite a Torino: il saldo dei 1000 ducati d’oro pattuiti avvenne solo nel 1741, quando anche le altre collezioni del principe raggiunsero la capitale sabauda.

attaglia di Zenta | Jan Van HuchtenburgOltre a ringraziare Carlo Emanuele III per aver portato a Torino la collezione di ‘Eugenio’ dobbiamo anche ringraziare Alessia Giorda e Andrea Coda che, grazie alle loro note, hanno reso possibile raccontarvi questa storia.

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Eugenio di Savoia. Le philosophe guerrier

Le philosophe guerrier, così Rousseau definiva Eugenio di Savoia, con un appunto al fatto che non si spiegava come, un uomo così impegnato sui campi di battaglia e sulla scena politica, potesse trovare il tempo per leggere.  Amante della lettura e delle arti, dopo i primi successi militari e le conseguenti entrate economiche, il Principe Eugenio ha sentito la necessità di avere dimore importanti, sia come residenze che come palazzi di rappresentanza, dedicaei in special modo alla custodia delle sue collezioni artistiche e librarie.

Eugenio si servì dei migliori architetti austriaci per la costruzione dei palazzi e collaborò attivamente nelle varie fasi di progettazione; Eugenio ha un grande senso estetico e con le sue dimore fa in modo di avere sempre la bellezza dell’arte intorno a se: ama circondarsi di “cose belle”.
Nel Belvedere, costruito alle porte di Vienna, erano innumerevoli le forme d’arte che allietavano la vista del Principe, oltre alla bellezza intrinseca dei due edifici barocchi che compongono la residenza, molte erano le opere custodite all’interno. Tra le sculture che allietavano la vista dei visitatori della reggia fuori Vienna vi era una bellissima statua greca antica in bronzo “il ragazzo che prega” risalente al IV secolo a.c. della scuola di Lisippo (ora a Berlino).
Anche le stanze delle sue dimore, illuminate da immense finestre, erano un piacere per gli occhi, stucchi e affreschi decoravano ogni sala nel tipico stile barocco. Nel salone di ingresso del belvedere superiore era collocata una grandiosa statua in marmo bianco scolpita da Balthasar Permoser che raffigurava il Principe, trasportato da cherubini, nell’atto di calpestare i nemici.

Nella ricerca delle tele il principe sabaudo si avvaleva della collaborazione dei più famosi esperti d’arte del periodo. La sua predilezione era per i quadri olandesi e fiamminghi, ma nella sua collezione non mancavano artisti italiani del seicento.Una delle collezione più imponenti era quella dei suoi quadri custoditi tra il Belvedere ed il castello di Schlosshof, opere di autori di diversa nazionalità e soprattutto diverso livello.

Eugenio di Savoia., principe filosofo guerrieroNon tutte le tele possedute dal Principe Eugenio erano capolavori, ma moltissimi erano i dipinti di alta qualità, specialmente quelli relativi agli artisti nordeuropei. Tra le tele importanti, Eugenio di Savoia poteva vantare “La visitazione della Vergine” di Rembrand (Detroit), “La donna idropica” di Gerard Dou (Louvre), una “natività” del Crespi, un “San Giovanni Battista” di Guido Reni, “Salmace ed Ermafrodito” di Albani, “I quattro torelli” di Paulus Potter e “L’interno di una Sinagoga” di Saenredam (oggi tutti a Torino).
A Torino, alla Galleria Sabauda è custodita una collezione di scene di battaglia di Jan Griffier il Vecchio, insieme a molti altri. Sono circa novanta i quadri provenienti dalla Collezione di Eugenio. Tra gli altri si distingue, se non altro per le dimensioni, il ritratto “Il principe Eugenio di Savoia-Soissons “ di J. Van Schuppen.

Il destino ha voluto che alla morte del Principe, non avendo eredi diretti, tutto il suo patrimonio finisse nelle mani della nipote Anna Vittoria di Savoia che smembrò il patrimonio artistico dello zio con sommo disappunto della casa asburgica. Buona parte della collezione finì però  a Torino grazie all’insistenza di Carlo Emanuele III che acquistò buona parte della collezione, ma i guai non finirono per le opere che con tanto amore Eugenio aveva ricercato: in un momento di misticismo acuto ‘Carlin’, venne convinto dal proprio confessore a distruggere tutti i quadri che ritraevano scene di nudi e la collezione si ridimensionò ulteriormente.

Eugenio di Savoia., principe filosofo guerrieroAltro vanto del Principe era la famosa biblioteca custodita in tre apposite stanze del palazzo d’inverno a Vienna. Gli oltre 1500 volumi erano conservati su scaffali di legno di bosso ricoperti da un panno per proteggere i libri dalla polvere. I volumi erano tutti rilegati in fine cuoio turco di diversi colori, a seconda dell’argomento trattato, e su ogni frontespizio era stampato in oro lo stemma dei Savoia. Libri miniati, incunaboli e stampe in-folio, insieme ad una collezione di ritratti anch’essi rilegati in cuoio con dorsi e titoli in oro faevano della biblioteca di Eugenio una delle più ricche biblioteche private dei primi del settecento.

I palazzi e le collezioni che Eugenio di Savoia Soisson, anche se con difficoltà, sono giunte fino a noi, la Galleria Sabauda ed i palazzi di Vienna custodiscono le parti più importanti delle raccolte effettuate nell’arco della sua vita. Le opere d’arte che oggi possiamo ammirare ci danno uno spaccato dell’uomo di guerra e di arte che in una sua lettera all’ambasciatore St. Saphorin confidava “Accada quello che vuole, io posso vivere assolutamente felice […] ho una tale abbondanza di libri eccellenti che non potrò mai annoiarmi”.


Le immagini ritraggono il Principe Eugenio in due luoghi diversi. La prima è possibile ammirarla nella facciata della Chiesa  di nostra signora della salute. La seconda invece si trova nelle decorazioni del monumento dedicato a Amedeo Duca d’ Aosta

Il Principe Eugenio

Eugenio di Savoia, un ‘honnête homme’

Eugenio di Savoia, lo stratega

Eugenio di Savoia, il diplomatico 3/4

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Eugenio di Savoia, il diplomatico 3/4

Eugenio di Savoia Soisson è conosciuto soprattutto per le sue doti di abile stratega, ma anche la sua acutezza in campo politico e diplomatico contribuisce al suo mito.
Iniziata la carriera nelle fila dell’impero asburgico, Eugenio si contraddistingue per le sue abilità strategiche e opportunistiche e le sue doti lo portano a diventare un essenziale membro delle alte sfere auliche e fidato consigliere dell’imperatore.

La dote dominante del principe è la fedeltà e di questa ben presto se ne  avvede l’imperatore Leopoldo I che nel 1700 nomina il ‘savoiardo’ membro del Consiglio Segreto e solo tre anni dopo presidente del Consiglio Imperiale di guerra.

Eugenio di SavoiaIn un periodo dominato da continue guerre tutto ruota intorno ad esse e l’essere la figura apicale del Consiglio Aulico è decisamente una carica di notevole prestigio ed influenza.
Leopoldo I non è un sovrano che ama particolarmente prendere decisioni, ma non è neppure uno sprovveduto ed è in grado di comprendere fin da subito le doti del savoiardo e di beneficiare dei suoi consigli. Eugenio di Savoia è un uomo di guerra, un Feldmaresciallo che ama vincer. La sua intelligenza gli permette di capire fin dove può spingersi e sa benissimo quando è il caso di utilizzare le armi o la diplomazia. In diverse occasioni, quando l’esercito non riesce a garantire ad Eugenio la riuscita della missione, il Principe consiglia all’imperatore il dialogo o l’alleanza con questo o con quel sovrano. Più volte la strategia del dialogo ha risolto questioni diplomatiche che altrimenti sarebbero sfociate in guerre con un epilogo disastroso.

La visione politica di Eugenio di Savoia, rispetto all’Europa, precorre i tempi di quasi trecento anni. Tra seicento e settecento tra le corti europee è un susseguirsi continuo di sodalizi e tradimenti al fine di arginare l’egemonia di Luigi XIV.  In questo andirivieni di alleanze tra stati il ‘Savoiardo’ non vede nulla di buono, è più propenso, e in più occasioni lo ha manifestato, ad una coalizione di governi con scopi comuni. Non ritiene importante la supremazia del suo paese, ma piuttosto la ricerca di un metodo che permette alle varie nazioni di perseguire nella pace gli stessi obiettivi .

Il principe, che amava esprimersi con metafore, scrivendo al duca di Marlborough dice: “Le alleanze prodotte solo dal caso o da un interesse momentaneo non ispirano grande fiducia. Ma se le potenze marittime decidono concordemente che la pace europea dipenda dall’esistenza della Germania e dell’Italia, allora si può dire che un interesse comune sia il momento unificatore di una confederazione di Stati da cui ci si può anche aspettare una buona solidità. La vicenda delle alleanze europee mi appare come una sala da gioco, dove non ci si mette ai tavoli secondo il proprio desiderio, ma secondo la scelta del padrone di casa. A Venezia e all’Austria, questa volta tocca di giocare con il Gran Sultano. A quale tavolo punterà la Francia nella prossima campagna, lo sapremo tra non molte lune”.

Eugenio di SavoiaEugenio a Londra

L’incarico diplomatico “ufficiale” più importante affidato ad Eugenio di Savoia avviene a Londra nel 1712 con la regina Anna. La missione è un completo insuccesso dal punto di vista politico, l’Inghilterra ha già deciso di volgere lo sguardo altrove e di disinteressarsi della politica di terra, la Francia è ormai indebolita da anni di guerre, quindi meno pericolosa, e il governo inglese, liberatosi del duca di Marlborough, intimo amico di Eugenio, ambisce all’egemonia sui mari.
Gli intenti britannici sono ancora ben celati quando il sabaudo arriva a Londra e la visita di stato si trasforma in un susseguirsi di feste e divertimenti (a cui Eugenio non può sottrarsi) al fine di nascondere il più a lungo possibile la decisione di rompere tutte le alleanze. All’insuccesso politico si contrappone però il successo personale del Principe: ad ogni apparizione un tripudio di persone osannano l’ospite e le sue gesta, mai Eugenio aveva ricevuto così tanti festeggiamenti. Ad ogni comparsa in pubblico viene intonato un brindisi in suo onore “ Drink, drink, drink we then a flowing glass to Prince Eugene” (beviam beviam, beviam ordunque un bicchiere traboccante al Principe Eugenio). Resta il fatto che a seguito della frattura tra l’Inghilterra e la Grande Alleanza , Eugenio subisce la prima sconfitta militare da parte della Francia; per dieci anni l’impero britannico ha profittato dei successi sul campo di battaglia del Principe di Savoia ripagandolo col tradimento.

Eugenio di SavoiaL’insuccesso politico e militare avvenuti in seguito alla missione londinese non dissipano le  attività politiche di Eugenio e negli anni a venire l’operosità diplomatica diventa sempre più considerevole. Il suo sguardo volge sia ad est, verso la Prussia e la Russia, che ad ovest, verso le potenze marittime.
Il panorama politico tra XVII e XVIII secolo è un incredibile passaggio di corruzione, spionaggio, scambio di ingenti bustarelle e di accaparramento di agenti segreti, al punto che non si ha più ben chiaro chi era assoldato da chi. Il Principe si difende bene anche in quest’arte, utilizzando metodi a volte poco ortodossi, e, al fine di accaparrarsi più informazioni possibile da utilizzare a seconda delle sue necessità, non esita ad allargare ed intensificare nuovi filoni di delatori.

Eugenio di Savoia

Eugenio di Savoia ha vissuto al servizio di tre Imperatori e per tre imperatori ha tessuto importanti trame politiche. Forse non era il momento giusto per la sua visione europeista, sono occorsi trecento anni prima di arrivare ad una unificazione completa, ma sicuramente il suo è stato il primo tentativo per arrivare all’unità dei popoli europei. La sua abilità diplomatica gli ha permesso di cogliere al meglio la realtà del presente per avere una visione del futuro globale.


Le immagini dei monumenti dedicato al Principe Eugenio
a Budapest all’ interno del castello di Buda. sono di  Sue Tolson,
a Vienna al centro della piazza Heldenplatz sono di Lidia Untergantschnig.

Il Principe Eugenio

Eugenio di Savoia, un ‘honnête homme’. 1/4

Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4

Eugenio di Savoia. Le philosophe guerrier 4/4

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Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4

Presso l’Heldenplatz di Vienna è presente un’imponente statua equestre che raffigura Eugenio Von Savoy. Sul basamento è scritto “Al glorioso vincitore dei nemici dell’Austria” e dalla parte opposta “Al saggio consigliere di tre imperatori”.
In Austria  Eugenio di Savoia Soisson è riconosciuto come un grande condottiero e uomo che ha contribuito a rendere grande l’impero asburgico, con mosse tattiche e politiche di alto valore. Questo la dice lunga sull’importanza del principe per la popolazione austriaca.
Invece a Torino passa quasi inosservato all’ interno di una nicchia di Palazzo civico che lo raffigura nell’atto di dare l’ordine per l’assalto alle guarnigioni occidentali nemiche durante la battaglia per liberare Torino dall’assedio del 1706.

Eugenio di Savoia ha vissuto un epoca di guerre e continui capovolgimenti di fronte in terra europea.  Diciannovenne si rivolge a Leopoldo I, imperatore dell’impero asburgico, per offrirsi come ufficiale per il suo esercito. Probabilmente Leopoldo I non venne particolarmente colpito dall’avvenenza del giovanissimo principe dal fisico non troppo aitante, ma la necessità di ufficiali e i turchi che davano già per scontata la vittoria su Vienna, convinsero  l’imperatore ad accogliere Eugenio nel suo esercito.
Inizia così la storia militaresca di Eugenio Von Savoy.
Entrato nell’esercito come volontario la sua carriera inizia, come si suol dire, dal basso. Le sue doti strategiche e l’arguzia che lo contraddistinguno gli permettono, in breve tempo, di scalare la china e arrivare ai vertici dell’esercito asburgico. La fortuna militare di Eugenio di Savoia inizia con la battaglia di Kahlenberg alla quale seguì la liberazione di Vienna nel 1683, anno in cui diventa titolare e colonnello dei “Dragoni di Savoia” e raggiunge l’ apice con la sconfitta dei turchi a Belgrado nel 1717.

Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4Eugenio di Savoia

Noi lo immaginiamo come ci appare nei vari ritratti che lo raffigurano, nella sua divisa scarlatta dei dragoni, con la spada lucente e una ricciuta parrucca in testa, ma il principe è arrivato dalla Francia con poche disponibilità economiche e sicuramente non poteva permettersi un personal stylist.
La prima divisa che ha indossato, probabilmente donatagli da qualche protettore, era di color marroncino (come le tonache dei frati); il suo fisico minuto e l’aspetto adolescenziale hanno fatto si che gli venisse da subito affibbiato il soprannome di “piccolo cappuccino”. Eugenio non si sofferma sulla forma, ma badando alla sostanza ed all’impegno preso con l’impero asburgico, prosegue per la sua strada tacciando tutti con le sue imprese e soprattutto le sue vittorie.
La battaglia di Zenta combattuta nel 1697 contro i turchi in Ungheria ha permesso ad Eugenio di diventare un eroe europeo e al ritorno un ingresso trionfale lo attese a Vienna con festeggiamenti pubblici ed il conio di una medaglia con la sua l’effige.

Eugenio di Savoia è praticamente vissuto sul fronte di guerra, innumerevoli le battaglie vinte dall’intuitivo comandante, ma ovviamente quella che ci riguarda più da vicino è la liberazione di Torino dall’assedio francese del 1706 durante guerra per la successione al trono di Spagna.  Eugenio di Savoia, con il cugino Vittorio Amedeo II di Savoia sulla collina di Superga, vedendo la situazione della città ai suoi piedi si rende subito conto della disorganizzazione dell’esercito transalpino esclamando “Ces gents là sont dejà a demi battue”. Il 7 settembre 1706 Torino è libera dall’esercito di Luigi XIV.

Naturalmente la vita militare del principe sabaudo comprende anche alcune sconfitte come la Battaglia della Marsaglia nel 1693 e la più bruciante a Tolone nel 1707.
Comandante supremo dell’esercito della Grande Alleanza era Vittorio Amedeo II di Savoia ed Eugenio si vide costretto ad organizzare un assedio del quale non era convinto. Ritardi, tentennamenti e poca lucidità da parte dei generali della coalizione hanno dato modo a Luigi XIV di organizzare la difensiva e di costringere l’esercito nemico alla ritirata, peraltro guidata con sapiente maestria da Eugenio.
La battaglia combattuta contro il parere di Eugenio inasprì gli animi con il cugino Vittorio Amedeo II e la sconfitta non fece  altro che accrescere la grande disistima nei confronti del cugino e  dei  suoi continui voltafaccia; lo riteneva decisamente inaffidabile sostenendo che era capace di dire una cosa facendone un’altra pensando ancora diversamente.

Le campagne che hanno visto coinvolto il principe Eugenio sono tantissime, dalla battaglia di Zenta alla guerra di successione polacca passando per quella spagnola. Ferito in battaglia ben tredici volte ha sempre mantenuto fede all’impegno preso con l’impero asburgico fino alla fine dei suoi giorni. L’ultima campagna militare lo vide coinvolto all’età di settantadue anni come comandante supremo del fronte sul Reno.
Alla sua morte a Vienna vennero celebrati i funerali di stato ed il suo corpo tumulato nella cattedrale viennese di Santo Stefano mentre il suo cuore venne trasferito a Torino e deposto nella cripta della Basilica di Superga.

Nel corso degli anni a venire sono stati molti i comandanti che hanno preso spunto dalle sue gesta: Napoleone lo annoverava tra i sette più grandi condottieri della storia, le sue strategie erano studiate sui banchi delle accademie militari, le sue gesta emulate dai grandi strateghi del XVIII e XIX secolo.
La fama del Prinz Eugene rimase ineguagliata fin da quando divenne l’eroe della monarchia asburgica.

Il Principe Eugenio

Eugenio di Savoia, un ‘honnête homme’. 1/4

Eugenio di Savoia, il diplomatico. 3/4

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Eugenio di Savoia, un ‘honnête homme’. 1/4

Principe Eugenio di Savoia

Eugenio Von Savoye, così solitamente si firma il Principe.
Eugenio per rimarcare con orgoglio la sua origine italiana, Savoye per evidenziare la sua formazione culturale francese e Von per evidenziare la sua nazionalità austriaca adottiva o forse, più presumibilmente, perché non conoscendo bene la lingua tedesca, Eugenio pensa che questa sia la forma corretta.
Eugenio il condottiero, il valoroso, lo statista …  tanti gli appellativi invece usati per definire le caratteristiche del principe Eugenio di Savoia Soisson, un ‘honnête homme‘ che ha influito sulla politica del tempo attirando  verso di se grandi elogi e odiose critiche.

Nato a Parigi, il 18 ottobre del 1663, non ha un’infanzia felice tra le scure mura del palazzo ‘Hotel de Soissons’ situato al centro di Parigi a poca distanza dal Louvre.
Fin dalla nascita il piccolo principe viene affidato alla zia ed alla nonna, Maria di Borbone-Soisson ma di fatto ad occuparsi del rampollo sono i domestici di casa Soissons.
La madre, Olimpia Mancini (nipote del famoso cardinale Mazarino) è troppo impegnata a farsi strada alla corte di Luigi XIV e a riempire le cronache scandalistiche di Parigi trascurando di fatto Eugenio e i sui fratelli. Alla corte del Re Sole ufficialmente gestisce il seguito della regina, più precisamente si occupa dei divertimenti del re.
Il padre, Eugenio Maurizio di Savoia-Carignano conte di Soisson, passa tutta la sua breve vita sul campo di battaglia pur di stare distante dalle mura domestiche e dagli intrighi della moglie. Muore quando Eugenio ha dieci anni, ufficialmente di febbre, ma nel jet-set corre voce che sia morto per avvelenamento e che sia stata la stessa moglie ad avvelenarlo.
Olimpia Mancini finisce nell’occhio del ciclone in modo irreparabile quando Eugenio ha diciassette anni, viene accusata di intrighi ai danni di Luigi XIV ed è costretta a fuggire da Parigi.
Rivede il figlio solo due volte dopo di allora.

Battaglia' di Philips Wouwerman - Olio su tela / Dettaglio Principe EugenioAd otto anni il destino di Eugenio è segnato: tonsura, abiti talari ed istruzione teologica ed umanistica. Il piccolo Soisson non si da per vinto,  decide di abbracciare la spada e di entrare nell’esercito. A diciannove anni si reca alla corte di Luigi XIV per offrirgli i sui servigi. Il Re Sole non prende in considerazione l’offerta del giovane, probabilmente preoccupato che l’influenza della madre potesse in qualche modo riaffiorare, e licenzia Eugenio senza troppi riguardi.
Alcuni anni Luigi XIV ebbe a dire:
“questo principe è un impareggiabile modello per ogni regnante e ogni uomo di stato; non mi stancherò mai di ammirare abbastanza la sua ferrea fedeltà e dedizione al suo sovrano, il suo puro senso di amor patrio e il suo alto concetto del più ligio ottemperamento ai suoi diversi doveri; ma non potrò nemmeno lamentare mai a sufficienza la perdita che egli ha segnato per la Francia stessa. Così volle la Provvidenza; giacché non avremmo forse reso tanta giustizia alle sue virtù”
Lasciata Parigi si rivolge all’imperatore Leopoldo I dove inizia la carriera militare di Eugenio Von Savoy.
I primi anni sono stati abbastanza duri, senza disponibilità economiche è piuttosto complicato scalare la china ed in diverse occasioni viene aiutato economicamente dai suoi protettori e dal cugino Vittorio Amedeo II con ingenti somme. Il riconoscimento però non tarda ad arrivare diventa feldmaresciallo, presidente del Consiglio imperiale di Guerra, Governatore, consigliere dell’imperatore  e la ricchezza aumenta con la fama: Eugenio sul campo di battaglia miete vittorie ed il suo patrimonio aumenta vertiginosamente.

Si pensa ad Eugenio di Savoia come ad un personaggio esclusivamente vocato all’arte della guerra, ma non è così. Amante della lettura, dedito alla filosofia, ama raccogliere intorno a se i grandi ed i futuri grandi dell’arte, della letteratura, della filosofia, spesso suoi ospiti nelle residenze. Così incline alle arti ingaggia i migliori architetti del secolo per la progettazione dei suoi palazzi. La residenza ufficiale è il “palazzo del belvedere” alle porte di Vienna circondato da bellissimi giardini per i quali Eugenio collabora attivamente alla progettazione in quanto appassionato botanico. La residenza barocca raccoglie un importante collezione di quadri (molti dei quali raffigurano lo stesso principe) e statue collezionate nell’arco della vita.
Nella residenza invernale a Vienna custodisce una ricchissima biblioteca di oltre 15000 volumi tra libri, manoscritti e incisioni, alcuni veramente rari. In Ungheria, sull’isola di Csepel, dove ore sorge la grande Budapest, fa costruire Villa di Ráckeve e fa restaurare il Castello di Schlosshof, nei pressi di Bratislava che diventa la residenza estiva preferita dal sabaudo.

Battaglia di Torino 1706 / Dettaglio Principe EugenioCome spesso succede fama e successo attirano invidia da più fronti, Eugenio non passa indenne e nel corso degli anni molte critiche, pettegolezzi e maldicenze gravano sulle spalle del principe. Fin dalla giovane età è segnato come effeminato; in taluni documenti epistolari dell’epoca è descritta la sua predilezione nell’indossare abiti femminili.
Parecchi i soprannomi affibbiatigli: Madame Lausienne (famosa prostituta parigina), Madame Sodomie, Madame Putanà e non ultimo Marte senza Venere. Scrive di lui la più pettegola donna parigina, Liselotte del Palatinato, moglie di Filippo d’Orleans “il piccolo scapestrato… non si sarebbe mosso per le donne, essendo preferibili un paio di bei paggi”. In un’altra occasione viene raccontato da Voltaire che il principe, ubriaco, è stato a letto, prima, col commediografo Dancourt e subito dopo con la moglie. Si narra ancora della sua intima amicizia col marchese de la Moussaye; appartati in riva al mare vengono sorpresi da una tempesta ed il marchese dice ad Eugenio che non c’è da preoccuparsi, perché in quanto sodomiti destinati a perire solo con il fuoco.
La diceria, rispetto alla sua presunta omosessualità, lo accompagna per tutta la vita ma le fonti si riferiscono sempre a documenti personali e lettere che mirano più al pettegolezzo che non al racconto di fatti oggettivi.
Dall’altra parte in più occasioni gli sono affibbiate diverse amanti. Si parla di una infatuazione per una giovane cortigiana italiana che mantiene nella città di Marchionnes,  ma soprattutto le voci sulla relazione tra il principe e la contessa Eleonore Batthyàny che ha vissuto con Eugenio per diversi anni, ufficialmente come buona amica.
Scapolo impenitente per scelta,  ma è necessario sottolineare che il principe è un fervente cattolico, ha passato quasi tutta la vita sui campi di battaglia  e distante dalle passioni che ritiene distolgano l’uomo dai propri doveri. Spesso dice “gli amanti sono nella società ciò che i fanatici sono nella religione”, vittime dei sentimenti hanno perso il bene dell’intelletto.
Inoltre Eugenio ha una notevole disistima per le donne che si occupano di politica (e questo accade molto spesso nei boudoir) “non hanno la necessaria stabilità come gli uomini, sono con facilità sconsiderate, permettono che i loro sentimenti influenzino ciò che dicono e perciò non si può fare affidamento sulla loro discrezione”.

Stemma del Principe EugenioGli ultimi anni di vita di Eugenio di Savoia lo vedono molto provato e stanco, colpito da problemi respiratori si ritira nella sua residenza Viennese dove muore il 21 aprile del 1736.
Non avendo figli tutto il suo patrimonio passa alla nipote Maria Antonia Vittoria che in pochissimo tempo si disfa del patrimonio artistico vendendo tutto. Successivamente Carlo Emanuele III di Savoia riesce a recuperare parecchie opere d’arte oggi custodite nella Galleria Sabauda.

Eugenio di Savoia per tutta la vita sia con lo studio sia con la condotta, ha perseguito un unico scopo, quello di diventare un “honnête homme” un uomo onesto. L’autodisciplina e la ricerca dei valori necessari a rendersi un “honnête homme” hanno permesso ad un uomo capace e caparbio di lasciare il segno in un epoca dove la ricerca del piacere è di gran lunga preferibile ai valori intrinsechi dell’uomo.

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