Il miracolo della Consolata, il cieco di Briançon.

Il miracolo della Consolata, il cieco di Briançon.

È il 1104 ed un giovane nobile di Briançon, cieco dalla nascita e molto devoto ha una visione in sogno. La madonna gli chiede di ritrovare un suo quadro andato perduto sotto le rovine di una antica chiesa di Torino.

Il quadro che la Madonna vuole far recuperare al cieco è un antica immagine sacra portata in Piemonte dal Vescovo di Vercelli, il quale ne fa dono a Massimo, Vescovo di Torino, al fine di far crescere il culto della Madonna nella capitale.
Per evitare che i seguaci iconoclastici del Vescovo Claudio distruggessero il quadro, nell’ 820 il quadro fu nascosto e con il passare del tempo ci si dimentica dell’immagine della Madre di Dio.
Viene casualmente ritrovata nel 1015 e scompare nuovamente dopo la distruzione della cappella di Sant’Andrea, dove era stata collocata, da parte dei soldati dell’imperatore Enrico IV.

Santuario della Consolata, Beata Vergine Maria Consolatrice, cieco di Briançon
Ma torniamo al nostro giovane cieco.

Jean Ravais è deciso a raggiungere la città di Torino e per farlo, dopo Susa e Rivoli, passa in una borgata chiamata Pozzo Strada (Puteum Stratae, in quanto costruita intorno ad un antico pozzo romano), e li, per pochi istanti, il giovane acquisisce la vista e vede in lontananza il campanile della chiesa di Sant’Andrea: ora sa dove dirigersi!
Il giovane si avvia verso le rovine dell’antica chiesa e una volta raggiunta si inginocchia ed inizia a pregare. I curiosi del posto lo seguono e le guardie avvisano subito il Vescovo Mainardo che arrivato sul luogo si unisce alla preghiera del cieco.
Sentite le parole del giovane, il Vescovo ordina di scavare nel luogo indicato dal giovane nobile di Briançon.

Immaginate lo stupore generale quando tra le rovine riappare l’immagine della Madonna e l’incredulità dei presenti quando, nello stesso istante che il quadro rivede la luce, Jean Ravais recupera la vista. Era il 20 giugno 1104.

Non ci sono documenti ufficiali che certificano il fatto, ma all’interno della Basilica c’è una lapide del 1595 che sembra riprodurre un testo del 1104 che, confermerebbe l’accaduto.
Una copia postuma raffigurante la Madonna è ancora conservato all’interno della cripta del santuario della Consolata fatta costruire sulle rovine della chiesa di Sant’Andrea, mentre in borgata Pozzo Strada dove il giovane Jean Ravais riacquista la vista per pochi istanti ora sorge la parrocchia dedicata alla Natività di Maria.

Chiesa della Natività, cieco di BriançonFesta della consolata

Ogni anno, il 20 giugno,  la città di Torino ricorda il miracolo con la festa della Consolata, Santa Signora di Torino

 

Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo, Leinì

Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo, Leinì

LeinìLa chiesa dei S.S. San Pietro e Paolo a Leinì vanta origini che risalgono al X secolo quando, nei pressi dell’antico cimitero, fu edificata la prima struttura.
La chiesa ha mantenuto nei secoli sempre la stessa struttura e lo stesso altare certifica le sue origini con l’incisione su di esso  della data ‘1139’.
Nel corso dei secoli  la chiesa è stata  salvaguardata e completata dei sui elementi principali grazie ad opere di restauro e di conservazione.  Le date principali risalgono al 1468 con le prime opere di restauro, al 1548 e al 1722 quando venne inaugurato il Nuovo campanile.
Nel 1855 la chiesa fu interessata dal crollo del soffitto che distrusse molti quadri presenti al suo interno lasciano fortunatamente intatta la preziosa Pala dell’Adorazione dei Magi, attribuita al Defendente Ferrari.
Bisognerà attendere i primi del Novecento per vedere la conclusione dei lavori che hanno dato alla chiesa l’attuale forma. Infatti nel 1907 iniziarono i lavori di ampliamento delle arcate per far posto all’aumento dei fedeli della città di Leinì.

Chiesa dei S.S. San Pietro e Paolo