La chiesa della Madonna del Pilone

Un austero e semplice pilone in mattoni come ce n’erano tanti disseminati per Torino, si potevano scorgere negli angoli della città e alcuni di loro hanno passato indenni le varie riqualificazioni dei quartieri torinesi. Il pilone che ha  dato il…

via delle ‘ROSINE’, e Rosa Govone

In via Po, all’ altezza della chiesa della Santissima Annunziata si trova ‘via delle rosine’, una via dedicata alle Rosine,  orfane e  povere fanciulle che grazie l’ egoismo istituito  e la presunzione del titolo erano private della speranza e del…

Chiesa della Madonna del Carmine

Ciò che per primo colpisce il visitatore nella Chiesa della Madonna del Carmine è sicuramente la luminosità degli interni. Solitamente visitiamo chiese, e ne abbiamo visitate tante, piuttosto buie, ma la luce che penetra all’interno della chiesa del Carmine associata…

Nostra Signora col divin Figlio

Abbiamo difficoltà a crederci, ma sembra che l’ ultimo giorno dell’ Assedio del 1706, il più cruento, Torino ha beneficiato dell’ intervento divino per rimandare a casa le truppe francesi che da mesi rendevano impossibile la vita in città e…

Carlo Francesco Allioni, medico e botanico di corte.

Allioni prima di finire gli studi già conosceva ogni pianta dentro e fuori le mura di Torino. Era affascinato dal mondo vegetale e continuamente lo osservava e lo studiava.
Tale attenzione al mondo vegetale ha accompagnato tutta la sua vita e i suoi scritti hanno lasciato traccia della sua immensa conoscenza che trovò la massima espressione in ‘Flora Pedemontana’. L’opera, costituita da tre volumi, descriveva le caratteristiche fisiche e le capacità curative di oltre 2000 piante caratteristiche della nostra regione .

Eugenio di Savoia, lo stratega. 2/4

Eugenio di Savoia ha vissuto un epoca di guerre e continui capovolgimenti di fronte in terra europea. Diciannovenne si rivolge a Leopoldo I, imperatore dell’impero asburgico, per offrirsi come ufficiale per il suo esercito. Probabilmente Leopoldo I non venne particolarmente colpito dall’avvenenza del giovanissimo principe dal fisico non troppo aitante, ma la necessità di ufficiali e i turchi che davano già per scontata la vittoria su Vienna, convinsero l’imperatore ad accogliere Eugenio nel suo esercito.
Inizia così la storia militaresca di Eugenio Von Savoy.
Entrato nell’esercito come volontario la sua carriera inizia, come si suol dire, dal basso. Le sue doti strategiche e l’arguzia che lo contraddistinguno gli permettono, in breve tempo, di scalare la china e arrivare ai vertici dell’esercito asburgico. La fortuna militare di Eugenio di Savoia inizia con la battaglia di Kahlenberg, la vittoria sui turchi e la successiva liberazione di Vienna dall’assedio, serie di successi che lo portano a diventa titolare e colonnello dei “Dragoni di Savoia” nel 1683.

Eugenio di Savoia, un ‘honnête homme’. 1/4

Ad otto anni il destino di Eugenio è segnato: tonsura, abiti talari ed istruzione teologica ed umanistica. Il piccolo Soisson non si da per vinto, decide di abbracciare la spada e di entrare nell’ esercito. A diciannove anni si reca alla corte di Luigi XIV per offrirgli i sui servigi. Il Re Sole non prende in considerazione l’offerta del giovane, probabilmente preoccupato che l’influenza della madre potesse in qualche modo riaffiorare, e licenzia Eugenio senza troppi riguardi. Alcuni anni Luigi XIV ebbe a dire: “questo principe è un impareggiabile modello per ogni regnante e ogni uomo di stato; non mi stancherò mai di ammirare abbastanza la sua ferrea fedeltà e dedizione al suo sovrano, il suo puro senso di amor patrio e il suo alto concetto del più ligio ottemperamento ai suoi diversi doveri; ma non potrò nemmeno lamentare mai a sufficienza la perdita che egli ha segnato per la Francia stessa. Così volle la Provvidenza; giacché non avremmo forse reso tanta giustizia alle sue virtù”
Lasciata Parigi si rivolge all’imperatore Leopoldo I dove inizia la carriera militare di Eugenio Von Savoy.

Il Bucintoro, la Peota dei Savoia

Ammirando il Bucintoro conservato alla Reggia di Venaria e pensando alla sua storia sorgono spontanee due domande: chi lo ha voluto e perché?
Nel 1730 sale al trono Carlo Emanuele III, la Peota arriva al castello del Valentino l’anno successivo, ma una barca di simili fattezze necessita di tempi di progettazione e realizzazione piuttosto lunghi quindi è verosimile pensare che sia stato il padre di Carlino, Vittorio Amedeo II, ad ordinare la “nave sublime”.
Quando Vittorio Amedeo II ordina il Bucintoro probabilmente già medita di abdicare in favore del figlio Carlo Emanuele III. Presumibilmente già nel 1728 progetta la costruzione della nave, ma sappiamo che Vittorio Amedeo II è un sovrano assai schivo, introverso amante della semplicità e disdegnoso di feste e ricevimenti (durante il suo regno le feste sono proibite e lo sfoggio di ricchezza è considerato un reato), e allora perché una simile necessità?

Teatro Carignano, un teatro di famiglia

Come si trascorrevano le serate nel XVIII secolo, quando non c’era la TV? Semplice: ci si faceva costruire un teatro davanti casa, si indossava il vestito buono, si attraversava la piazza e si andava a vedere una commedia.
É ciò che fecero i Principi di Carignano

Teatro Regio o "Sallone dell’ oppere"

Teatro Regio Un bel mattino Carlo Emanuele III di Savoia, si sveglia e tra se e se si dice: Oibò il regno è sempre più grande e importante, è necessario che tutti sappiano, che vedano e che capiscano che noi…