In tutte le grandi casate regnanti del passato, e quella dei Savoia non è da meno, ci sono tante tipologie di uomini e donne che vengono ricordati o dimenticati a seconda del loro ruolo: ci sono i memorabili, quelli cioè che hanno lasciato un segno tangibile e sono passati alla storia, ci sono i citati, meno importanti degli indimenticabili e che sono finiti nei libri di scuola almeno sotto forma di menzione, e per ultimo ci sono gli scordati, quelli che hanno contribuito alle sorti della storia della propria dinastia, ma che sono stati un pochino dimenticati; oggi vi racconto di uno di questi, Tommaso Francesco di Savoia, principe di Carignano.
Cominciamo col dire i motivi per cui andrebbe ricordato più spesso: innanzi tutto è stato il capostipite della dinastia Savoia-Carignano, è stato uno dei personaggi cardine del conflitto legato alla successione del ducato di Savoia dopo la morte di Vittorio Amedeo I e per ultimo, ma non meno importante, era il nonno di Eugenio di Savoia Soisson, il grande stratega che ha liberato Torino dai Francesi durante l’assedio del 1706.
Ma vediamo di andare con ordine…
Il cocco di papà
Tommaso Francesco di Savoia nasce a Torino il 22 dicembre 1596, è il nono figlio di Carlo Emanuele I, l’ ultimo maschio e per questo escluso da ogni possibilità di successione. Prima di lui e quindi destinato al trono c’è il fratello Vittorio Amedeo mentre Maurizio, il secondogenito, viene indirizzato alla carriera ecclesiastica (diventerà cardinale, anche se di fatto non ha mai preso i voti).
E Tommaso?
Voci del tempo raccontano che il piccolo di casa Savoia è il cocco di papà, la mamma muore quando Tommaso ha solo un anno dando alla luce il decimo figlio del duca. Forse dire cocco è un tantino esagerato pensando ai giorni nostri, infatti i rapporti con il papà sono piuttosto saltuari; il duca è quasi sempre impegnato nelle campagne di guerra in giro per l’Europa e la peste, che imperversa in Piemonte alla fine del ‘500, costringe i rampolli di casa Savoia a continui spostamenti nelle varie residenze piemontesi per sfuggire al mortale morbo. Possono quindi passare parecchi mesi, se non addirittura anni tra una coccola e l’altra.
Nasce la dinastia dei Savoia-Carignano
Passano gli anni e per Tommaso arriva l’età del matrimonio, a quanto dicono i cronisti del tempo è un bell’ometto, ma si sa nel ‘600 fascino e bellezza non vengono assolutamente tenuti in considerazione. Carlo Emanuele I ha in mente un buon partito per il “preferito” dei suoi figli ed è quindi necessario per lui un titolo d’alto rango e di tutto rispetto: decide di erigere a principato il feudo di Carignano e di insignire Tommaso Francesco del titolo di Principe di Carignano. Al giovane principe viene data in sposa Maria di Borbone, contessa di Soisson, figlia di Carlo di Borbone, una delle più nobili famiglie francesi e ovviamente il matrimonio fa parte di un piano ben preciso di Carlo Emanuele I utile a consolidare i rapporti fra i Savoia e la Francia. Dal matrimonio nascono ben sette figli tra cui Eugenio Maurizio il papà di Eugenio di Savoia Soisson.
Tommaso Francesco è quindi il capostipite del ramo Savoia-Carignano, i suoi discendenti saranno i futuri re d’Italia; quando Carlo Felice di Savoia, re di Sardegna nel 1831, muore senza lasciare eredi, gli succede Carlo Alberto di Savoia pro-pro-pronipote del principe Tommaso.
L’impegno militare
Fin dalla giovane età è coinvolto nelle guerre promosse dal padre atte ad ampliare il territorio sabaudo, che col passare degli anni coinvolgono anche Francia e Spagna che non hanno alcuna intenzione di lasciare che i Savoia amplino i propri possedimenti e il loro potere.
Negli anni successivi, durante la guerra dei trent’anni i giochi politici dell’Europa inevitabilmente coinvolgono il casato piemontese e dividono il ducato sabaudo tra coloro che appoggiano i francesi, approvando la linea di Vittorio Amedeo I e della moglie Maria Cristina di Borbone-Francia, sorella di Luigi XIII e coloro che invece parteggiavano per la Spagna.
Il principe Tommaso abbraccia la causa spagnola, tanto da comandare le truppe iberiche nella battaglia sul Reno contro i francesi, come lui anche il cardinal Maurizio e le sorelle appoggiano la Spagna schierandosi tutti contro Vittorio Amedeo I ormai alleato con i francesi. Ovviamente la frattura all’interno del casato crea parecchi problemi alla corte, ma la crisi decisiva avviene con la morte di Vittorio Amedeo I al quale succede il figlioletto Giacinto Giuseppe di soli cinque anni.
Maria Cristina, la Madama Reale, diventa reggente, ma il piccolo duca muore dopo solo un anno e gli succede il fratello Carlo Emanuele, di quattro anni sempre con la mamma come reggente.
Tommaso di Savoia, la corte si divide
Tommaso Francesco comincia a farsi due conti: Carlo Emanuele è l’ultimo figlio maschio di Vittorio Amedeo, è molto piccolo e soprattutto cagionevole di salute, nell’eventualità di una morte prematura del nipote i parenti più diretti per la successione al trono sono i fratelli di Vittorio Amedeo I, il cardinal Maurizio e lo stesso Tommaso.
Tutta la corte si divide tra i principisti che parteggiano per Tommaso e quindi per la Spagna ed i madamisti che appoggiano Maria Cristina e la Francia. La disputa diventa talmente violenta da sfociare in una guerra civile con due conseguenti assedi di Torino, nel 1639 da parte degli spagnoli e nel 1640 ad opera dei francesi che mettono fine al conflitto.
Finita la guerra civile vengono normalizzati i rapporti tra la Madama Reale ed i cognati; Maria Cristina continua a fare la reggente per il figlioletto, Maurizio prova a fare il cardinale e Tommaso riprende a fare il principe e le guerre schierandosi però con i francesi…
Abbiamo visto che Tommaso Francesco di Savoia-Carignano non è un personaggio di primo piano, non è ricordato spesso, ma ha sicuramente lasciato segni importanti nel percorso che ha permesso ai Savoia di regnare su Torino e poi sull’Italia per così tanti anni.