Vercellino Bosio e la Mole Antonelliana

Vercellino Bosio e la Mole Antonelliana

Nel  1864, quando iniziò la costruzione della Mole Antonelliana, Vercellino Bosio era un giovane muratore  ignaro del fatto che avrebbe passato tutta la sua vita sulle impalcature della Mole Antonelliana. Lui sapeva soltanto che, chiuso il cantiere, Torino avrebbe avuto un maestoso  e nuovo Tempio Israelitico.

In realtà le cose andarono diversamente.
A cause di dissensi all’ interno della comunità ebraica, dei costi sempre più elevati e della determinazione di Alessandro Antonelli a realizzare un opera unica i lavori si interrompono pochi anni dopo, nel 1867.
Passano 10 anni  senza che venga mossa una cazzuola ma qualcuno si accorge che l’ edificio stesso è un monumento all’ ingegno senza bisogno di particolari accorgimenti.
Quale occasione migliore per ultimarlo e dedicarlo al Re Vittorio Emanuele II appena scomparso.
Nel 1877 il Comune di Torino acquista il fabbricato per 250.000 lire con il preciso intento di ultimarlo entro un anno,  dedicarlo al padre della patria e istituirvi al suo interno il Museo del Risorgimento. Alessandro Antonelli  può finalmente continuare la sua opera e per farlo chiama attorno a se i migliori, tra questi  c’è Vercellino Bosio diventato nel frattempo un abile professionista. Non sappiamo dove sia stato impegnato nei 10 anni di sosta del cantiere ma, quando ci rimette piede, lo fa con la qualifica di Assistente Capo e responsabile della sicurezza.

Mole Antonelliana TorinoAnche in questo caso le cose andarono diversamente.
I lavori si protrassero per oltre 20 anni a causa dei costi, delle polemiche e dell’ oggettiva complessità della costruzione. Inoltre, nel 1888 si spense il grande architetto Alessandro Antonelli sostituito alla direzione del cantiere  dal figlio Costanzo Antonelli che ultimò la costruzione dell’ edificio.

Il 10 aprile 1889 la Mole Antonelliana fu inaugurata con una grande cerimonia alla quale partecipò anche Vercellino Bosio, l’ unica persona  ad aver lavorato al cantiere dall’ inizio, con la posa della prima pietra nel 1864, alla fine, con la posa del Genio Alato in cima alla guglia.
Sicuramente invecchiato, ma fiero di aver gestito i lavori senza alcun incidente mortale.

Mole Antonelliana Torino

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