Il 14 marzo del 1820 nasceva Torino Vittorio Emanuele II di Savoia, l’uomo che sarebbe diventato il primo Re d’Italia.

Salito al trono nel 1849, dopo l’abdicazione del padre Carlo Alberto a seguito della disfatta subita contro gli Austriaci, il suo primo impegno fu quello di trattare la resa con i vincitori del conflitto.
Nonostante la poca simpatia verso i democratici e lo stesso padre, il futuro Re rifiutò di abolire lo Statuto Albertino, scelta che li valse il soprannome di Re Galantuomo.
Oltre alla consapevolezza che le necessità del regno stavano cambiando, le intenzioni erano di mantenere buoni i rapporti con gli italiani sempre più determinati a unificare la penisola, e facilitare il percorso che avrebbe portato alla nascita del Regno d’Italia nel 1861.

Vittorio Emanuele II

Nonostante l’appellativo ‘Re galantuomo‘, Vittorio Emanuele II era un uomo determinato. Per realizzare il suo obiettivo non esitò a reprimere con decisione i moti di Genova, stringere alleanze con i Francesi e sciogliere un parlamento troppo incline a posizioni democratiche e contrarie alla guerra in Crimea. Una delle scelte più controverse fu l’aver dato la figlia Maria Clotilde in sposa al nipote di Napoleone III per garantire al regno l’appoggio dei francesi.
Il determinato Vittorio Emanuele II si trovò nel posto giusto al momento giusto mettendo fine al Regno di Sardegna e iniziando il Regno d’Italia che durò fino al 1945.

Vittorio Emanuele II di SavoiaNonostante il desiderio di Vittorio Emanuele di essere tumulato alla Basilica di Superga, alla sua morte la tomba fu posizionata all’interno del Pantheon di Roma e dotata della maestosa epigrafe che recita: “Vittorio Emanuele, Padre della Patria”.
Per riparare al torto subito dalla Città di Torino, il figlio Umberto I decise di costruire a proprie spese un monumento dedicato al padre, inaugurato il 9 settembre 1899.
I lavori di costruzione furono affidati al giovane Pietro Costa che realizzò la maestosa struttura a 4 colonne, alta 39 metri e con alla base le quattro figure che rappresentano l’unità, la fratellanza, il lavoro e la libertà.